Maurizio Compagnoni

Ok, era il segreto di Pulcinella, ma adesso Neymar ha spazzato via ogni dubbio: va al PSG. L’operazione, in termini finanziari, è assurda e il Fair Play finanziario, imposto da Platini e rilanciato dall’attuale presidente UEFA Ceferin, vacilla pericolosamente. Il PSG è pronto a investire tra clausola, stipendio e commissioni, oltre 600 milioni. Qui i problemi sono due. O forse addirittura tre.

Il primo riguarda il Fair Play Finanziario, che viene totalmente ridicolizzato. Ora sarà più complicato per l’UEFA comminare sanzioni. Ma ancor di più sarà imbarazzante impedire a club con proprietà forti alle spalle di portare avanti operazioni faraoniche, coperte da contratti di sponsorizzazione dalle cifre iperboliche. Se lo fa il PSG non si capisce perché non possano farlo altri club.

In seconda battuta, l’operazione Neymar rischia, tra l’altro, di creare una pericolosa bolla speculativa. Perché è chiaro che il Barcellona andrà a reinvestire tutti o quasi i 220 milioni incassati per l’addio di O’Ney, strapagando i suoi nuovi acquisti molto oltre il loro valore reale, innescando così una spirale di operazioni fuori da ogni apparente logica di mercato. Tutto questo, dopo i terzini pagati una montagna di soldi dal Manchester City.

C’è poi un problema tecnico. Ho il sospetto che al PSG interpretino il mercato come una sorta di fantacalcio. Se l’obiettivo è quello di vincere la Champions, non basta affiancare Neymar a Cavani se poi in quattro o cinque ruoli hai giocatori che nelle squadre rivali faticherebbero a trovare posto in panchina. Se quei 600 e passa milioni fossero investiti in quattro profili di grande livello, magari le chances dei parigine di vincere la Champions aumenterebbero. Con il solo Neymar il PSG resta dietro, sulla carta, ad almeno quattro squadre. Ma al brasiliano sta bene così è non mi sento di condannarlo. Con quella montagna di soldi, andare ad abitare a Parigi non è una brutta cosa.

Ma il calcio deve darsi una regolamento che vada oltre il Fair Play Finanziario attuale. Perché quando la bolla speculativa esplode, in tanti possono farsi male.