Marco Piccari

Un’esultanza, una curva, un presidente e un bomber. Chiudi gli occhi pensando a tutto questo  e in un attimo ritrovarsi catapultato nel calcio degli anni 80. Mi è accaduto durante l’ultima giornata di Serie A, dove alcune situazioni hanno portato una spruzzata di romanticismo vintage nel calcio moderno. Tutto è partito da Roma-Napoli. Nel match dell’Olimpico, che metteva in palio punti pesanti per la Champions, il primo viaggio a ritroso nel tempo me lo ha fatto fare il belga Mertens. Il bomber del Napoli ha sbloccato la partita con un gol ben costruito e poi ha festeggiato imitando il cane che fa la pipì sulla bandierina del corner. Vi chiederete: che cosa c’entra questo con il calcio anni 80? E’ vero, un’esultanza priva di eleganza. Per questo ho chiuso gli occhi ripensando alle esultanze meravigliose di un tempo, quando tutto era spontaneo e poco costruito. Giocatori che dopo il gol correvano verso la curva a braccia spalancate per condividere la gioia con il proprio popolo, oppure la corsa intorno alla bandierina come quella del mitico Juary, che ti strappava sempre un sorriso anche quando era la tua squadra a subire il gol. E po l’emozione per le lacrime di gioia di Marco Tardelli in Spagna 82. Altri tempi, altri calciatori e altri modi di essere. Il viaggio in quel periodo non è finito. Il giorno successivo è stata la volta di Atalanta-Fiorentina. La partita si è giocata in un orario insolito, alle 12.30 , non certo da anni 80. Ma ci hanno pensato i tifosi bergamaschi, che prima della partita hanno colorato la curva di nero e azzurro, a farmi tornare il sorriso. Un’immagine bellissima, dove mancavano solo i tamburi, banditi da regole che hanno ingabbiato le curve.

nostalgia calcio anni 80

Romeo Anconetani getta il sale a terra prima della partita del Pisa.

Un’altra cartolina nostalgica è arrivata da Crotone-Sassuolo. Il presidente Raffaele Vrenna per spronare i suoi ragazzi è andato in panchina e si è seduto vicino al tecnico Davide Nicola. Una scena magnifica. Quell’immagine mi ha riportato agli anni di Costantino Rozzi e Romeo Anconetani. I due presidenti, di Ascoli e Pisa,  che negli anni 80 erano sempre in campo pronti a esultare o protestare. Impossibile dimenticare le loro interviste mentre la partita era in corso. Quanta nostalgia dei calzini rossi di Costantino e delle incazzature di Romeo. Presidenti veri e spontanei che coloravano il calcio di quel periodo. L’ultimo sapore di anni 80 è arrivato grazie a Belotti, che ha segnato 3 reti al Palermo, in pochi minuti. Il suo modo di interpretare il ruolo di attaccante, il suo istinto del gol, la grinta e la voglia di fare, mi hanno esaltato come non accadeva da tempo. Un centravanti vero, anzi un vero nueve. Il mio personale viaggio nel tempo termina qui. Nostalgia canaglia…