Stefano Impallomeni

Nel momento in cui scriviamo chissà se qualche stella riuscirà a sbarcare dalle nostre parti. E’ molto  difficile che possa accadere. Il dubbio è lecito e abbastanza forte. Per un  motivo principale. In Italia non ci sono i soldi della Premier, della Liga o della Bundesliga. E neanche quelli della Francia. Non abbiamo la forza economica di sceicchi o cinesi. Il nostro non è un prodotto da buttare via, ma, differenze a parte, non sappiamo venderlo come si potrebbe. Lo abbiamo già detto e ridetto. Stadi di proprietà, riforme di vario genere, il caro prezzi dei biglietti, una evidente non competitività tecnica del campionato sono soltanto alcuni dei fattori che ci impediscono una nuova riemersione dal punto di vista dell’interesse generale, che limitano una crescita.

Serie A, una sceneggiatura già scritta

La serie A sembra una sceneggiatura già scritta, anche se Roma e Napoli stanno provando a cambiarla. La Juve è sempre la favorita, ma lassù c’è una nuova incertezza. In coda non ne parliamo. Palermo, Pescara e Crotone sono già  vicine a condanne più o meno scontate. Le altre vivono senza stimoli apparenti, aspettando la prossima stagione. Qualcuno lancerà giovani, farà esperimenti tecnici alterando qualcosa. La corsa scudetto e quella per la Champions rischiano di essere falsate.

pioli rilancia inter

Roberto Gagliardini, molto positivo il suo esordio con l’Inter.

Da qui in avanti, il timore sarà quello di assistere a partite già segnate. Non abbiamo la mentalità inglese o di altri luoghi. Da quelle parti chi è senza più chances per centrare obiettivi o chi è addirittura retrocesso se la gioca sempre, fino alla fine. In Italia il mercato di gennaio, salvo eccezioni come nello scorso anno (Eder, Immobile, El Sahaarawy e Perotti alcuni esempi), assomiglia sempre più a un mercatino costituito da saldi, da pagherò, da formule rimediate senza tanta convinzione. Gli obblighi di riscatto sono diminuiti o concordati a condizioni prestabilite (tot di presenze). Anche chi prende giocatori con diritti di riscatto, tramite prestiti, dando un occhio al bilancio, lo fa per vedere se questo o quel giocatore può diventare forte, funzionale al progetto. L’acquisto, più che la cessione, equivale a una scommessa. E’ aleatorio e al ribasso. Gli affari di secondo piano sono sempre più diffusi, gli scambi si riducono a possibili speranze. Si cerca di riempire gli organici. Se l’acquisto frutta, bene. Altrimenti pazienza. Nessuno perde o vince veramente. E’ un mercato senza tanta storia, ma composto di tante piccole storie. E’ un mercato sempre più simile a quello di riparazione di tanti anni fa che si svolgeva a ottobre-novembre, ma che era più utile e meno fastidioso nelle date. Ha ragione Allegri. Forse, in attesa di vacche grasse, è meglio rivedere il calendario. A novembre è molto più giusto poter correggere o definire senza inficiare su un programma, sullo stato d’animo di un gruppo. Tanto, per ora, di fuoriclasse, nomi altisonanti ed effetti speciali  neanche l’ombra. Rincon alla Juve e Pavoletti al Napoli non hanno scaldato e spostato granché. Sono completamenti, non rinforzi.

ROMA: INUTILE COMPRARE TANTO PER FARLO
La Roma insegue Defrel. Potrebbe essere un’operazione interessante, ma non siamo di fronte al colpo della vita. Florenzi e Salah tra poco saranno di nuovo a disposizione. Serve davvero acquistare tanto per acquistare? Non credo.  L’ultimo arrivo, quello di Deulofeu, passato dall’Everton al Milan, compensa la partenza di Niang finito al Watford. Anche qui non stiamo parlando di rivoluzioni, di strategie per cambiare il verso tecnico di una squadra nel tentativo di centrare una qualificazione in Champions. Siamo di fronte a cambi più o meno alla pari, chissà quanto vantaggiosi o migliorativi. La prossima estate ne vedremo delle belle. L’Inter sta preparando i cannoni. Suning sembra intenzionato a tirare fuori i soldi, a investire, a comprare calciatori forti, che hanno stipendi importanti. I cinesi sono pronti a sferrare l’offensiva. E allora ci congediamo con due domande. Gli altri club ce la faranno a tenere il passo? Assisteremo a un effetto domino o, Juve permettendo, racconteremo di un nuovo dominio?