Fernando Orsi

Siamo tutti un po’ CT in Italia; milioni di allenatori da bar che discutono sulle scelte di Ventura. Se ha fatto bene a usare il 442 o se era meglio il 352 o se è più efficace la difesa a tre o una a quattro. In minoranza, invece, sono quelli che alla polemica preferiscono valutazioni più obiettive e meno agguerrite. Una di queste potrebbe essere quella che riguarda il momento attuale del nostro calcio: i Baggio, i Del Piero, i Totti non ci sono più. Quell’era è finita da un pezzo. Fino a qualche anno fa la Nazionale arrivava al mondiale o all’europeo con quei quindici-diciotto giocatori che costituivano il cosiddetto zoccolo duro; oggi, invece, ogni convocazione conta qualche giocatore “nuovo” con poche partite sulle spalle e poca esperienza. Questo per dire che se prima potevamo contare su alcune certezze, ora dobbiamo accontentarci del ricambio generazionale, fatto di giovani che nella gran parte dei casi non hanno mai messo il naso fuori dall’Italia. Ventura, è vero, ha le sue responsabilità: finora non è riuscito a trasmettere quel senso di sicurezza che avrebbe fatto rilassare gli italiani almeno fino a giugno. Ma la Nazionale è quella che è.

Andremo a giocarci i mondiali ai play off, da testa di serie. Che non significa certo “qualificazione matematica”. Centottanta minuti sono parecchi. E poi, a voler giudicare l’Italia dalla partita con la Spagna in su, c’è poco da stare allegri per gli spareggi. Il gioco latita: i più sentimentali parlerebbero di cuore, orgoglio, senso di appartenenza. I francesisti direbbero che “bisogna tirar fuori le palle”. Non li butto mica via, questi slanci di sano patriottismo; ma la vedo in maniera diversa. Serve qualità. La stessa qualità che nel bene o nel male siamo sempre riusciti a mettere in mostra nei momenti più difficili, lo stesso impeto che mi è sembrato di vedere contro l’Albania nell’azione che ha portato al gol di Candreva. Non arrivare al mondiale sarebbe una catastrofe non solo per la nostra nazionale, ma anche per tutto il calcio italiano, che fa fatica a crescere.

E comunque, Forza Azzurri.