Riccardo Gentile

Bagnolo Mella, in provincia di Brescia, Eugenio Corini è nato  lì 46 anni fa. Eppure,  il concetto di Casa per l’ex centrocampista della Juve, che l’Avvocato Agnelli  aveva accostato un po’ troppo frettolosamente a Falcao e a Giannini,  è esattamente a 1094 km di distanza. Tanto, infatti, dista il piccolo comune lombardo dalla città di Palermo.

Corini ha un vantaggio rispetto agli altri

E’ la maglia rosanero, quella in assoluto più vestita nella sua carriera da  calciatore (137 volte), quella con cui ha totalizzato più presenze in Serie A (89), è in Sicilia che Corini ha lasciato il cuore. Si spiega così la sua scelta, quella di accettare un compito da lui stesso definito “arduo”. Di sicuro, però, non impossibile dando uno sguardo alla classifica. L’Empoli, che oggi sarebbe salvo, ha solo 4 punti in più rispetto ai rosanero e la strada da qui alla fine è ancora lunga. Servirà necessariamente operare con criterio durante il mercato di gennaio. De Zerbi ha pagato di sicuro la sua inesperienza a certi a livelli, ma è altrettanto vero che quello attuale è forse il Palermo più debole da quando c’è Zamparini al comando. Sei punti in classifica, uno strappato da Ballardini a San Siro contro l’Inter prima dell’ennesimo divorzio, gli altri 5 (raccolti in 12 giornate) con De Zerbi.

A suggellare il fallimento l’eliminazione ai rigori in coppa Italia contro lo Spezia. Corini da calciatore era soprannominato “Il Genio” e dopo più di due anni di inattività come allenatore aveva una gran voglia di rimettersi in pista. Ha scelto la strada più tortuosa, che lo porterà necessariamente a dover restituire le motivazioni giuste ai suoi calciatori, a dover percorrere una via ostica, a convivere con un padrone di casa imprevedibile. Il vantaggio del “Genio” è che quella casa è anche sua.