Maurizio Compagnoni

Poteva andare peggio ma, ovviamente, poteva andare meglio. Almeno al Napoli che ha pescato il Real Madrid. Sorride la Juve, pur consapevole che contro il Porto non sarà una passeggiata. Ma solo il fatto di aver evitato Bayern e Real Madrid fa tirare un sospiro di sollievo ai bianconeri.

Porto in crescita, ma Juve superiore

La Juventus parte favorita: per la qualità dei singoli e per l’esperienza internazionale. Il Porto è una squadra molto giovane, in crescita, con poca esperienza (a parte qualche eccezione) in Champions. L’età media è molto bassa, in attacco giocano due under 21: André Silva del ’95 e Diego Jota del ’96. Hanno talento, vedono la porta e non hanno pressione. Contro la Juve non hanno nulla da perdere ma se indovinano la giornata possono creare dei problemi. Il Porto ha molti giocatori interessanti, non solo i due attaccanti. In porta c’è Casillas che in Portogallo ha ritrovato un rendimento migliore di quello dell’ultimo periodo al Real Madrid (ci voleva poco) ma non è certo il portiere ammirato quando era all’apice del suo rendimento. La difesa è imperniata sul brasiliano Felipe, arrivato in estate dal Corinthians. E’ costato appena 6,5 milioni e il suo procuratore aveva bussato alla porta di qualche club italiano, al Napoli in particolare, ricevendo un cortese rifiuto : Eppure Felipe nelle ultime due stagioni era stato il miglior difensore del brasilerao. E’ partito male al Porto con il clamoroso autogol contro la Roma ma da quel momento il suo rendimento è stato altissimo, compresa la partita di ritorno – con gol – all’Olimpico, quando il Porto ha eliminato la Roma. A centrocampo c’è il solido Danilo Pereira, transitato quasi senza lasciare traccia al Parma, ma cresciuto moltissimo nelle ultime due stagioni e Herrera, giocatore da tempo corteggiato dai club italiani. E poi l’imprevedibilità di Brahimi e il talento di Ruben Neves, classe ’97 ma da due anni stabilmente in prima squadra. Il Porto è una bella squadra ma la Juve è più forte e più esperta. Percentuali di qualificazione: Juventus 65%, Porto 35%.

Napoli Juve passaggio turno

L’allenatore del Napoli Sarri con Milik.

NAPOLI: CON IL REAL E’ DURISSIMA MA…
E’ ovvio che il compito del Napoli è decisamente più duro. Però proviamo a vedere il bicchiere mezzo pieno. Innanzitutto il Napoli non ha nulla da perdere. Primo perché nessuno chiede alla squadra di Sarri di vincere la Champions e poi un’eliminazione con il Real Madrid, dopo un ottimo girone di qualificazione, non avrebbe alcun contraccolpo. E comunque il Napoli può creare qualche problema al Real Madrid. Quando la squadra di Sarri gioca al top può battere chiunque. La squadra che nell’autunno 2015 superò al San Paolo la Juve,con una partita vicina alla perfezione, può mettere in difficoltà il Real. E’ fondamentale per il Napoli restare in corsa dopo la partita di andata. L’atmosfera del San Paolo, al ritorno, sarebbe da sogno. Il Real è una squadra fortissima ma ogni tanto, in coppa, accusa un passaggio a vuoto come qualche anno fa quando stava per subire una clamorosa rimonta dal Galatasaray. Il Napoli ha come obiettivo quello di restare il più possibile in corsa per la qualificazione. In quel caso potrebbe accadere di tutto. Possibilità di qualificazione: Real Madrid 70%, Napoli 30%. Ma chissà che con il recupero del miglior Milik quel 30% da qui a febbraio non possa crescere in modo consistente.