Riccardo Gentile

Un anno fa, di questi tempi, a Napoli c’era già chi si leccava le ferite. La prima giornata aveva riservato un esordio amaro a Maurizio Sarri, subito sconfitto sul campo del Sassuolo. La storia dello scorso campionato ha poi raccontato una cosa completamente diversa. Nessun allarmismo, dunque, dopo il pareggio di Pescara. In fondo, dopo 45’ in bambola, la reazione del Napoli c’è stata. A fare la differenza, la profondità di una rosa che numericamente è tanto di più rispetto alla scorsa stagione. Dalla prossima giornata anche Diawara sarà arruolabile.

PESCARA-NAPOLI

E’ ovvio, non si può ignorare l’addio di un calciatore come Higuain: 36 gol in meno rispetto alla scorsa stagione. E’ stato sostituito con qualcuno alla sua altezza? La risposta è no, chiariamolo immediatamente. Del resto, sarebbe stato impossibile strappare al Bayern Lewandowski o Suarez al Barcellona, convincere Ibra a scegliere Napoli anziché lo United o corteggiare Cavani per un possibile ritorno. Il Napoli ha puntato su Gabbiadini e Milik, quest’ultimo entrato bene nel secondo tempo di Pescara, ma anche grazie alla crescita generale della squadra.  Gabbiadini ha deluso nel primo tempo, ma quanti palloni giocabili gli sono arrivati? Con il Napoli visto nei primi 45’ di Pescara anche il Pipita avrebbe fatto fatica. E’ mancata la giusta concentrazione, contro un avversario brillante e  forse sottovalutato. Insigne è parso svogliato e in difesa sia Albiol  (che ha rifiutato a più riprese il rinnovo) che Koulibaly (distratto dalle sirene londinesi) hanno impiegato più di un tempo a prendere le misure al trio Caprari, Benali, Verre.  Non c’era Jorginho squalificato e Giaccherini ancora indisponibile. Contro il Milan sarà vero Napoli, ma sarebbe stato ugualmente interessante ascoltare l’analisi di Maurizio Sarri a fine partita.