Massimo Piscedda

Campionato più equilibrato per l’alta classifica. Così sembra, almeno per adesso. La Juve più di 15 punti in cinque gare non può fare, il Napoli la affianca, Inter e Milan sembrano migliorate per quanto riguarda la classifica, la Lazio si sta confermando come forza ormai consolidata anche se perde una gara e rimane la Roma, che battendo la Samp a Genova nel recupero può rimanere a tre lunghezze dal primato. Tutto sommato l’anno sarà molto interessante sotto questo aspetto. È sicuramente presto per pensare che questo equilibrio potrà durare (speriamo) a lungo, perché gli impegni di coppa strada facendo si faranno sentire a livello di fatica. In particolare l’Europa League, e di questo sicuramente ne approfitterà l’Inter, essendo l’unica grande non impegnata.

Detto questo, non trovo miglioramenti a livello tecnico. A mio avviso i i calciatori di grande livello non sono più di 50, poi non ci sono più categorie. Giocano in serie A alcuni che in B giocavano poco, ci sono calciatori che ormai hanno dato tutto in carriera, ma che si ritrovano a rinnovare con altri 5 anni di contratto arrivando ben oltre i 35 anni, troppi giovani arrivano troppo presto a questi livelli. Insomma, il metro di misura è notevolmente cambiato rispetto a 30 anni fa.  Le partite tutte o quasi non danno mai l’idea di divertimento e ognuno di noi (spettatori) aspetta il momento solo del goal. Non ci sono squadre che pensano molto all’estetica (tranne il Napoli) e si focalizza il lavoro settimanale al risultato. E non sarò io a biasimare questa scuola di pensiero

Ma il bel gioco è sempre relativo a ciò che si intende. Ognuno di noi ha una sua interpretazione della bellezza, e per quanto riguarda il calcio tutti gli allenatori hanno la propria idea tattica, che per loro equivale al bel gioco. E anche in questo caso non c’è da biasimare nessuno. Noi, essendo esterofili di natura, siamo portati a ragionare come se tutti dovessero dare spettacolo a livello del Barcellona, del Real Madrid, etc., ma occorre sempre ricordare che tutte le tattiche, tutti gli schemi risultano vincenti solo se a eseguirli sono i calciatori migliori. I quali, appunto, giocano nelle squadre più forti del mondo.