Massimo Piscedda

La Nazionale Italiana è (quasi) ai play-off. Certo, manca un punto, ma non crediamo che possa accadere l’impossibile. Il problema è sapere chi sarà il nostro prossimo avversario, dato che, a parte qualche eccezione, tante squadre importanti sono in ballo per il secondo posto e quindi l’eventuale spareggio per i Mondiali. C’è chi ipotizza una nazionale anziché un’altra, ma cambia poco. A mio parere tutte saranno difficili, molto difficili, per il fatto che gli interessi che girano intorno alla Coppa del Mondo in Russia sono talmente grandi che popoli interi vogliono parteciparvi.

La qualità dell’Italia è certamente superiore a quella di molte altre Nazionali, ma in quel preciso istante contano molto di più le motivazioni, e cioè il fatto di rappresentare una Nazione che scende in campo. Chi pensa che l’Italia debba raggiungere la fase finale a prescindere, solo perché in bacheca abbiamo quattro Mondiali vinti sbaglia di grosso. Il calcio è cambiato, come la sua politica, e le grandi tradizioni fanno fatica a confermarsi (vedi il caso dell’Argentina) perché altre realtà sono migliorate (e di molto), diminuendo il palese distacco che diversi anni fa era ben visibile a tutti.

Forse ci sarà da cambiare la formula, la quale penalizza le squadre europee che alla fine sono le maggiori protagoniste a livello mondiale. Aumentare il numero delle qualificate a due per girone sarebbe più logico calcisticamente e più competitivo a livello tecnico. Sarà anche vero che i bacini di utenza che può dare la Cina o India sono molto interessanti dal punto di vista economico, ma per il momento si rischia ancora di vedere partite terminare con un punteggio tennistico. È vero, molte realtà sono migliorate, ma quelle con maggior impatto sponsoristico sono ancora molto lontane dal livello delle grandi. E quindi sarebbe meglio veder giocare ai Mondiali l’Olanda o il Portogallo che le nazionali mediorientali. Sempre a patto che lo meritino sul campo.