Massimo Piscedda

Un campionato dove un po’ tutti fanno dei record. È questa l’anomalia delle prime sette giornate. Gran parte delle squadre sentono di essere soddisfatte del proprio cammino. Certo, alcune stanno prendendo un brutto bruttissimo trend, e cito Milan, Genoa, Sassuolo e la stessa Fiorentina, ormai ridimensionata dal mercato e forse da alcune scelte che fino ad ora sono solo scommesse. Si sta configurando una lotta a due per il quarto posto tra Inter e Lazio, con un leggero vantaggio della squadra di Spalletti, orfana delle coppe e quindi priva di un ulteriore impegno settimanale, il quale invece inevitabilmente graverà sulla condizione della Lazio. Non inserisco l’Atalanta solo perché sarà impegnata in Europa League e non ha la profondità della rosa delle altre.

Il Napoli è primo e ora dovrà avere la forza di rimanerci, solo così sapremo se è veramente l’avversario diretto della Juve, squadra che in questo momento subisce troppi goal. La Roma non sempre convincente riesce a tenere il passo. Le squadre di media classifica rispetto allo scorso anno sono meno brillanti. Il Toro è un po’ spuntato e la Fiorentina alterna buone prestazioni ad alcuni scivoloni, ma la qualità rispetto a prima è notevolmente diminuita. Il Sassuolo ha cambiato allenatore ma la sua performance romana non è assolutamente giustificabile neanche con una nuova guida. Il 6-1 è un risultato pesante, che una squadra di serie A non dovrebbe mai subire nel rispetto dei propri tifosi e anche perché la Lazio, seppur squadra molto forte, non è il Real Madrid.

Il Genoa da anni fatica a fare punti all’inizio, poi alla fine riesce sempre a salvarsi. In questa stagione, tra i pochissimi punti raccolti (2) e molte polemiche per la vendita (o la non vendita) del club da parte di Preziosi, avrà senz’altro più difficoltà. Rimane il Milan, un caso a parte. Le fanfare del post-mercato stanno diminuendo e di molto. I risultati non arrivano, il gioco latita, rimangono solo dichiarazioni poco convincenti e a volte presuntuose per giustificare un periodo ingiustificabile. D’altronde i tifosi hanno risposto e i media sono ancora generosi, forse troppo, e in quel limbo del troppo nascono le incomprensioni. Che porteranno a delle difficoltà superabili solo con le vittorie sul campo e poche chiacchiere.