Stefano Impallomeni

Pjanic andrà alla Juventus, salvo clamorosi colpi di scena. È una notizia che dà la scossa al mercato, ma soprattutto a due mondi contrapposti. I tifosi della Roma sono in rivolta, quelli della Juve approvano l’operazione. Comprensibile lo stato d’animo dei tifosi giallorossi. Non sembra essere in discussione il motivo della cessione, ma la destinazione. In sintesi: dappertutto, ma non alla Juve. Pallotta, inseguito da un gruppetto di cronisti, tradisce un nervosismo mai registrato nei suoi soggiorni romani. A domanda non risponde e risponde seccato ad altri interrogativi. Anche lui forse non si aspettava un bilancio così in rosso. Il Presidente non è affatto contento.

38 milioni di motivi in ballo

La clausola rescissoria del contratto di Pjanic rappresenta la causa del divorzio. Ci sono 38 milioni di motivi in ballo. La Juventus ha garantito di pagarli e Pjanic ha accettato il trasferimento. Senza il consenso del calciatore non se ne sarebbe fatto nulla. Fino a prova contraria, dunque, Pjanic ha detto sì alla Juventus e la Roma non ha fatto alcun rilancio, rifiutando un miglioramento economico allo stipendio del bosniaco. Il gioco delle parti: sia al giocatore che alla società è convenuto così, ma questo accordo non è piaciuto ai tifosi della Roma. Se fosse andato al Barcellona o al Bayern sarebbe stata una cessione indolore. Pianjc avrebbe scelto la Spagna o la Germania, ma la concretezza bianconera ha fatto la vera differenza. Entro il mese bisognava dare delle risposte.

Cosa farà Nainggolan?

Alla Roma serve disperatamente cash non solo per evitare multe per il Fair Play finanziario imposto dall’Uefa. La tensione è palpabile e il rischio di un’altra partenza eccellente è dietro l’angolo. Rudiger, infortunato, era pronto per andare a Londra, al Chelsea, dove ora, neanche tanto più là nel tempo, potrebbe approdare Nainggolan, che non fa nulla per nascondere la corte di Conte. Il belga è uscito allo scoperto. Con Conte non c’è stata soltanto una telefonata. Da circa un mese, c’è molto di più. Nainggolan sta valutando se andare, la Roma non farebbe barricate. Anche qui come nel caso di Pjanic, il gioco delle parti. Il belga guadagnerebbe più soldi, la Roma ne incasserebbe altri ancora. Non per il fair play, ma per un bilancio che non è florido come si pensava. In questi giorni c’è chi fantasticava una Roma competitiva.

 

E ora Spalletti aspetta rinforzi

A questo punto non so se sarà veramente possibile. Se andasse via anche Nainggolan, Spalletti potrebbe riflettere seriamente sul suo futuro. Non è quello che avrebbe voluto. Non è quello che avrebbero voluto i tifosi. Non è la logica che porta a immaginare la Roma un grande club. Se si è obbligati a vendere i pezzi migliori, c’è qualcosa che non quadra. Serve tutta la fantasia del mondo per ricostruire il centrocampo. Senza Pjanic e Nainggolan, occorre trovare valide alternative. E presentare alla piazza subito nomi forti. Altrimenti sarà dura. Il clima di questi giorni non aiuterà a lavorare con serenità. A Sabatini, sotto osservazione, l’ardua sentenza.