Riccardo Gentile

Il gol di Amsterdam, diciamolo subito, è di fondamentale importanza. Forse il più decisivo di tutta la carriera di Paul Pogba. La carriera di un ragazzo di 23 anni, dal quale tutti si aspettano tantissimo. Anche troppo. Colpa di un tam tam mediatico che ha fatto lievitare le quotazioni del talento francese dal giorno del suo esordio con i grandi: era il 31 gennaio del 2012, Sir Alex Ferguson gli concesse 18′ al posto del Chicharito Hernandez nella sfida interna contro lo Stoke City. Poco più di quattro anni per ricomprarlo a più di 100 milioni di euro. Un suicidio gestionale che soltanto il club più ricco e conosciuto del mondo si sarebbe potuto permettere. Mourinho, poi, è maestro nel farsi comprare i giocattoli più costosi dal papà di turno. Il bilancio, però, dopo due mesi in Premier non è granché: 1 solo gol segnato e una serie di prestazioni non da 105 milioni di euro. Giocare in un centrocampo a due con Fellaini non facilita il compito a Pogba, così come del resto in nazionale. Sempre lì, davanti alla difesa al fianco di Matuidi.  Non c’è dubbio, la migliore versione di Paul resta quella juventina, in un centrocampo a tre e con meno responsabilità in fase difensiva. Così come, del resto, deve esser tremendamente facile giocare prima al fianco di Pirlo e Vidal e poi con Marchisio  e Khedira nella squadra nettamente più forte del campionato italiano.

pogba juve

Paul Pogba con la maglia della Juventus.

Negli anni per Pogba troppi paragoni scomodi

Nel corso dei suoi anni juventini i paragoni si sono sprecati. Folli suggestioni lo hanno avvicinato a Zidane, senza che si considerasse l’immane distanza che passa tra i due. Zizou, un fuoriclasse assoluto, impegnato in una Serie A con avversari del calibro di Batistuta, Totti e Montella nella Roma, Vieri e Ronaldo nell’Inter, Sheva nel Milan, Crespo, Salas, Veron, Simeone  nella Lazio. La lista è lunga e potrebbero non bastare 100 righe, per non parlare dei difensori presenti poco più di 10 anni fa nel nostro calcio. Un paragone improponibile, così come la valutazione che in estate ha portato il centrocampista bianconero a vestire nuovamente la maglia dei Red Devils. Buon per la Juve, capace di mettere in atto una plusvalenza mai vista prima. Guarda caso,  in un campionato più competitivo come quello inglese e in una squadra che non è nettamente superiore alle altre come lo United, più di un nodo è venuto al pettine. Pogba è un progetto di grande campione, di centrocampista di qualità e quantità come forse un giorno ce ne saranno pochi. Oggi, come è normale che sia a 23 anni, è un manifesto alla discontinuità. Quanto vale Toni Kroos che a 26 anni ha già vinto tre volte la Champions ed è campione del mondo in carica ? Modric ? E Xavi ai tempi del Barca di Guardiola ? Anche qui la lista è lunga, ma con Pogba evidentemente sono entrati in gioco altri fattori. Quelli che forse impediranno di ammettere che il gol di Amsterdam è tutto sulle spalle di Strootman,  che lo lascia calciare liberamente, e di uno Stekelenburg che sembrava tornato ai tempi di Roma. Una cosa è certa, il gol all’Olanda è il più decisivo di tutta la sua carriera in nazionale. L’esultanza polemica fa parte del personaggio, un comportamento alla Balotelli. Ma sia chiaro, nessuno dei due sarà mai Ibrahimovic.