Massimo Piscedda

Qual è la miglior preparazione per affrontare l’Europeo Under 21? Quella fisica è senza dubbio importante perché deve essere focalizzata su un obiettivo e mirata per ogni calciatore, questo perché non tutti hanno finito nello stesso periodo l’attività sportiva. Gli incontri internazionali condizionano molto e in questo ambito, fortunatamente, quasi nessun giocatore dell’Italia Under 21 è stato impegnato.

Quindi rimane da perfezionare la preparazione mentale che è fondamentale in quanto ogni calciatore deve ottimizzare tutte le sue forze in quindici giorni dopo un biennio di lavoro, sacrificio e partite importanti.
Un gruppo consolidato fa meno fatica perché ormai si conoscono pregi e difetti di ciascuno, ma resta un’incognita di quanto ti aiuterà, nel momento decisivo, la grande organizzazione e la concentrazione.

La Danimarca 1992, campione d’Europa senza preparazione

Ho visto negli anni che grandi squadre nazionali hanno fallito pur avendo alle spalle tanta tradizione e considerazione mentre altre, quasi improvvisando, hanno ottenuto risultati importanti. La Danimarca nel 1992 ne è stato l’esempio: all’epoca la guerra dei Balcani portò all’esclusione dal campionato europeo della Jugoslavia, sostituita appunto dalla Danimarca, che aveva i suoi calciatori già in vacanza. Ebbene nel giro di una settimana la nazionale danese si organizzò e giocò quel campionato Europeo, vincendolo in finale contro la Germania.

Il calcio e tutto lo sport rimane affascinante proprio per questo motivo. Ovviamente l’organizzazione e la preparazione all’evento sono importantissimi, ma rimane sempre una cosa che ogni calciatore allena da solo: la motivazione. Ed è proprio quella che ti permette di cogliere risultati mai pensati.