Oliviero Beha

Cominciamo da quelli che hanno fatto bene, tenendo insieme club, squadra e allenatore. Di solito i voti restringono l’area del giudizio, e non fanno faticare il lettore. Politica discutibile se si vuole che il ragionamento di chi scrive incontri quello di chi legge con un minimo di impegno mentale. Quindi niente voti, ma una graduatoria, nel bene e nel male.

Promossi 2016

Promossa alla grande la Juventus che ha accumulato nell’anno solare una montagna di punti, promosso lo staff dirigenziale e tecnico, promossi con soddisfazione variabile i giocatori. E rientra nei postumi della Juve quel Conte che si sta dimostrando un allenatore superbo, niente chiacchiere e tanto sudore, nella composizione tra tecnica, tattica, e motivazione psicologica sotto qualunque cielo, dalla Nazionale al Chelsea. Promosso il Chievo nel suo complesso come piccola Juve, del campionato scorso come di questo, nel rapporto qualità prezzo. Un caso raro, di scuola, visto il bacino che lo esprime. Promosso Gasperini comunque per il lavoro impegnato e “onesto” nei confronti di tutti, ultras compresi, al Genoa, elevato a potenza a Bergamo in questi mesi dove la dirigenza è stata formidabile nel mantenerlo sulla panchina dell’Atalanta dopo un pessimo inizio. Promosso in proporzione ai soldi spesi il Napoli di De Laurentiis e Sarri, con o senza Higuain. Hanno trasformato rispettivamente una “cosa alla napoletana” in un business e in un’idea vincente e divertente di calcio.

Napoli-Inter, Sarri contro Pioli
RIMANDATI E BOCCIATI 2016
Rimandata nel complesso dell’anno la Roma di Spalletti, perché illude e delude, gonfia e sgonfia, sembra sempre mancarle il classico soldo per fare una lira. Eppure c’è un bel giro di denari intorno a questo club italo o meglio romanistamericano. L’unico promosso a pieni voti è il formidabile Nainggolan. Rimandato il Milan facendo la media tra Berlusconi, Galliani, i cinesi veri o presunti che siano, Mihajlovic e Montella, e i giocatori. Vedremo presto come andrà a finire sul campo.

stroot naing
Bocciata l’Inter, nel vortice di investimenti in cui o trionfa il pressappochismo oppure c’è chi ciurla nel manico e ha trovato la greppia… Passare in un anno, tra dirigenza, panchina e squadra, dalla testa della classifica a una posizione al massimo di rimonta (Pioli è bravo…) è il segno come minimo di una confusione totale. Bocciata la Fiorentina, prima per l’insulsaggine societaria all’inizio dell’anno: tra l’ipotesi di una squadra in Champions e quella di un ripiegamento per non spendere, gli abramucci marchigiani hanno scelto la seconda imbufalendo Sousa. Poi per non aver saputo decidere davvero in estate, chiudendo o riaprendo il rapporto con l’allenatore. Adesso Sousa fa l’impiegato, la squadra si è squagliata con lui e i Della Valle bros. non sanno che fare. Diego se ne frega, ad Andrea è permesso solo di fare il fratello cadetto. Morale: la tifoseria fiorentina come la classifica e il gioco sono spampinati. Conclusione: calcio italiano nel complesso bocciato come organizzazione, in alto e in basso. Esattamente come il Paese di cui è una faccia importante.