Riccardo Gentile

Allegri era stato chiaro alla vigilia, forse ricordando il giorno del suo esordio in serie A da allenatore bianconero. Era l’agosto del 2014, a Verona in campo Chievo e Juve e decise un autogol di Biraghi. “Vincere  ad ogni costo e non importa come”, anche stavolta si sarebbe accontentato di un successo di misura e perché no, anche su autogol. La  sua Juventus, però, è andata oltre.

Pjanic, la nuova arma della Juve su punizione

E’ vero, non sarà stata una passeggiata come l’ultima volta (0-4 a fine gennaio), ma l’1-2 finale va stretto ai bianconeri. Non tanto per il primo tempo, chiuso comunque con tre occasioni create a zero, quanto per la personalità mostrata nei secondi 45′ in particolare dopo il pareggio subito da Pellissier. E’ da quel momento in poi che si è vista la Juve autoritaria che i tifosi bianconeri sono ormai abituati ad applaudire da più di 5 anni. La punizione di Pjanic, fino a quel momento insufficiente, è un capolavoro tipico del repertorio del bosniaco. Il dodicesimo gol su punizione dal 2011 a oggi, ovvero da quando gioca in Serie A. Un’arma fondamentale che ai bianconeri non è mai mancata. Prima c’era Pirlo, la scorsa stagione ci ha pensato Dybala. E ora c’è anche Pjanic. Non male, soprattutto in quelle domeniche in cui Higuain è un po’ meno Pipita del solito.

Fortunatamente per la Juve, quella di Verona è stata in assoluto la migliore uscita stagionale di Mandzukic. Voto 7 in pagella, o forse anche 7,5. E il mezzo voto in più è per il gol. Già, perché il croato è tanto altro. Lo trovi ovunque, spazia sulle due fasce d’attacco, senza dimenticare il solito e generosissimo lavoro in copertura. Non è un caso che la migliore difesa del campionato abbia incassato un gol soltanto su calcio di rigore. L’unica vera parata di Buffon, nel giorno delle 600 presenze in serie A, è arrivata nel secondo tempo su Castro. E pensare che il pomeriggio del Bentegodi era partito nel peggiore dei modi, Barzagli fuori e con la spalla lussata dopo appena 90 secondi. La Juve ha patito per i primi 15′ un Chievo aggressivo e determinato, ma nulla più. Poi, come un diesel, col passare dei minuti si è impadronita della partita e alla fine ha vinto meritatamente. Il distacco da Roma e Milan non è cambiato, ma a casa di Maran nel 2016 in pochi hanno avuto il privilegio di banchettare.  Il Milan di Montella di recente, ma prima e dopo sempre la Juve di Allegri.