Maurizio Compagnoni

Tra qualche giorno si va in full immersion all’Europeo. E’ il mio secondo Europeo da inviato, ma il primo da telecronista. Un’esperienza intrigante, anche perché quest’anno, con l’allargamento a 24 partecipanti, assomiglia molto a un Mondiale. Per un telecronista tra la preparazione di una partita internazionale e una del campionato italiano c’è molta differenza. Per entrare nel dettaglio: se commento Juve-Inter e mi metto a raccontare la storia di Chiellini o quella di Icardi annoio il telespettatore perché il 95% di quanti stanno seguendo la partita conosce tutto di questi due giocatori e il restante 5%, evidentemente, è poco interessato. In quel caso la preparazione è molto minuziosa su tutto quanto è accaduto nei giorni che precedono la partita. Il pregresso è importante su situazioni che, comunque, interessano la stessa partita. Per essere chiari, se due giocatori hanno litigato all’andata o anche solo qualche anno prima è interessante. Saper scegliere le informazioni da dare  rientra in uno degli ambiti più importanti del giornalismo: il senso della notizia.

Nelle telecronache di un Europeo cambia tutto. E’ ovvio che commentando la Germania mi trovo in presenza soprattutto di giocatori molto conosciuti. Ma se commento l’Albania lo scenario cambia. Attorno alla nazionale di De Biasi c’è molta curiosità. Innanzitutto perché è la prima partecipazione a un grande vento calcistico e poi perché in panchina c’è un allenatore italiano. In questo caso si può divagare, sempre restando legati al senso della notizia. E’ giusto arricchire la telecronaca di storie, particolari inediti. Ecco perché la preparazione dell’Albania mi richiederà un impegno superiore rispetto a quello di una nazionale più conosciuta.

La fase della preparazione

E adesso vediamo come avviene la preparazione. La parte più consistente avviene prima della partenza per la Francia, con la raccolta di tutti i dati statistici e le informazioni sui singoli giocatori. Poi, quando si arriva sul posto, si va a caccia di quelle notizie che non trovi sui giornali letti in redazione o su internet. La cosa fondamentale, oltre a leggere i quotidiani locali, è il contatto con i colleghi delle altre nazioni, ma anche con gli stessi tifosi. Perché tu sei lì sul posto, spettatore privilegiato e deve immedesimarti nell’atmosfera, nell’evento. Il mio obiettivo è quello di portare il telespettatore all’interno dell’evento. Raccontandogli tutto ciò che gli possa interessare e poi, ovviamente, trasmettendogli le emozioni. Quest’ultimo aspetto  rappresenta la parte più importante del mio lavoro.

 

Come trovare la giusta concentrazione

Una cosa fondamentale prima di una partita: mai mangiare troppo, mai digiunare. Nel primo caso la concentrazione viene penalizzata, nel secondo il calo di zuccheri si farebbe sentire, soprattutto nel secondo tempo quando invece, spesso, occorre cambiare passo. Fondamentale è il ripasso degli appunti a mezz’ora dall’inizio della telecronaca. Leggere in partita non è il caso, meglio memorizzare. E poi si parte, cercando di fare al meglio il proprio lavoro.