Maurizio Compagnoni

La Roma sta attraversando un momento particolare, caratterizzato da certezze e dubbi. Alla viglia del derby è il caso di entrare un po’ nel dettaglio. Parto dalla certezze. In casa la squadra è un rullo compressore: vince sempre e segna tanto. È vero che il calendario, a parte l’Inter, ha riservato ai giallorossi soprattutto avversarie di bassa classifica, ma la facilità (quasi sempre) con cui la Roma si è imposta cancella le incertezze del passato contro le provinciali, quando la Roma gettava alle ortiche punti pesanti all’Olimpico.

Roma, un attacco stellare per il derby

L’attacco, in questo momento, non solo per i numeri,  è il più forte del campionato. Salah, fermato per infortunio, si stava confermando. E’ vero, a volte sbaglia gol facili, in altre occasioni non fa le scelte più giuste, ma a tratti è incontenibile e il suo contributo realizzativo e di assist è determinante. Perotti sta diventando un giocatore di livello internazionale. Tra l’altro sta colmando una lacuna che gli hanno sempre rinfacciato, quella di segnare poco. E’ già a quota 5. E’ vero che si aiuta con i rigori, ma molto spesso quei rigori se li procura lui stesso. A sinistra è incontenibile, con il primo dribbling salta chiunque e poi mette dei palloni fantastici in mezzo. Chi ne approfitta, in particolar modo, è Dzeko, che ha già segnato 12 gol in campionato. Soltanto tre mesi fa sarebbe stato fantacalcio, dopo una prima stagione che aveva portato a mettere nel mirino Sabatini per i soldi spesi. Dzeko segna e fa pure assist, prova delle giocate che un anno fa neanche avrebbe osato immaginare. Eppure a Spalletti non basta e dopo la partita con il Pescara gli ha rifilato qualche puntura di spillo. L’allenatore vuole più partecipazione alla manovra dal suo centravanti, più lavoro oscuro quando la palla è in possesso degli avversari.

Roma derby attacco

Luciano Spalletti, tecnico della Roma

I DIFETTI GIALLOROSSI: SCARSA CONCENTRAZIONE E ATTIMI DI PAURA
E ora le note dolenti. La Roma è incostante, accusa passaggi a vuoto che rischiano di pesare tantissimo sulla classifica finale. A Bergamo, al di là dei grandi meriti dell’Atalanta, non ha giocato il secondo tempo, come se fosse uscita dalla partita con 45 minuti di anticipo. In trasferta troppo spesso soffre. E in generale la squadra fatica a restare concentrata per 90 minuti. E quando la partita, all’apparenza facile, si complica ecco che la Roma va nel panico. Come nell’ultimo quarto d’ora contro il Pescara, alla fine di una partita a lungo tenuta in pugno. Era disegnata nel volto dei giocatori di Spalletti la paura di subire una beffa sul 3 a 2.

TRE SFIDE DECISIVE PER PUNTARE O MENO ALLO SCUDETTO
Adesso per la Roma arriva il momento della verità: il derby, il Milan all’Olimpico e la Juve allo Stadium. Se Spalletti riuscisse a far prevalere i pregi della sua squadra, la Roma aumenterebbe in modo deciso le possibilità di vincere lo scudetto. Se dovessero imporsi antichi difetti il rischio di una stagione al di sotto delle proprie potenzialità sarebbe in agguato. Da qui a metà dicembre la Roma si gioca una buona fetta di stagione.