Maurizio Compagnoni

Forse è la volta buona per fare bella figura in Europa League per il nostro calcio. Roma e Fiorentina hanno iniziato con il piede giusto la fase a eliminazione diretta. La vittoria della Fiorentina sul campo del Borussia Monchgladbach è significativa della crescita a livello internazionale del club, che nel recente passato è arrivato due volte in semifinale. La goleada della Roma a Villarreal è un chiaro segnale alle avversarie: la squadra è fortissima, fa sul serio e non ha nessuna intenzione di snobbare la competizione.

Europa League: la Fiorentina ha le sue possibilità

Osservando le squadre rimaste in corsa ci sono poche squadre che possono dar fastidio alle nostre. La vera corazzata (almeno a livello di Europa League) è il Manchester United, che da un paio di mesi ha cambiato passo, è in crescita impetuosa e ha tutto per vincere. Ma a parte i Red Devils non c’è tantissimo allo stato attuale. Poi è chiaro che il Tottenham ha il potenziale per fare bene e se dovesse superare il momento di involuzione potrebbe essere un avversario molto insidioso. Intanto deve preoccuparsi di eliminare il Gent dopo la sconfitta in Belgio. I russi possono dar fastidio, il Rostov in particolare. Lo Shakhtar è sempre un avversario ostico ma non è più forte delle nostre. Il calcio belga è in netta crescita, ma a livello di club dubito che le squadre siano pronte per arrivare in fondo alla competizione. Le spagnole, che ultimamente hanno spesso bacchettato nella competizione, questa volta dovrebbero avere un ruolo marginale: il Villarreal è di fatto fuori, il Celta quasi, mentre l’Athletic, che al ritorno a Cipro contro l’Apoel dovrà fare attenzione, non vale certo il Siviglia delle ultime stagioni. La Roma, a mio giudizio, è la grande favorita assieme al Manchester United, forse un gradino sotto. Ma un gradino veramente piccolo. La squadra di Spalletti ha trovato una notevole solidità difensiva e Dzeko è in una condizione che al Manchester City non hanno mai visto, neanche quando è arrivato il titolo. A Villarreal ha vinto con la facilità della grande squadra, rischiando pochissimo e dando la sensazione di poter segnare in qualsiasi momento. Può passare con facilità dal 3-4-2-1 al 4-2-3-1 all’intero della stessa partita. Spalletti ha una rosa ampia che consente di fare il necessario turnover. La Fiorentina è una mina vagante. Alterna grandi prove a passaggi a vuoto inspiegabili. Ma quando è in giornata è capace di tutto come ha dimostrato a Monchgladbach e, soprattutto, quando ha battuto la Juve. Se si esprime a quei livelli è forse superiore alla squadra che arrivò in semifinale due anni fa con Montella. E poi ha Bernardeschi che in questo momento è capace di vincere le partite da solo, anche in Europa. E non è poco.