Stefano Impallomeni

Nessuna fretta, altrimenti si rischia di sbagliare. Spalletti predica calma: le botte di panico sono da evitare, non fanno mentalità. L’infortunio di Mario Rui acuisce i problemi, ma non deve gettare nello sconforto. Frasi fatte, forse, ma è l’unica via per lavorare concentrati, fuor di vittimismo, e mettere nel mirino l’appuntamento Champions da non fallire. La Roma è indifesa. Nel reparto arretrato si scorgono buchi vistosi. Senza Rudiger e Mario Rui, si cercano alternative al centro e a sinistra. Servono due difensori che in totale in rosa ne dovrebbero essere 7/8, perché Spalletti nel listone ci mette anche il nome di Florenzi. Si fanno i nomi più disparati. Darmian, D’Ambrosio, Aogo, Kolisinac, Nacho, Lazaar e via elencando. Vedremo cosa accadrà. La priorità restano i due difensori adesso, poi dopo il play off Champions, se tutto andrà per il verso giusto, altri due acquisti: un centrocampista e un esterno offensivo. L’obiettivo non è quello di riempire i vuoti, ma di migliorare i ruoli, rendere la difesa e la squadra più forti. Gli imprevisti, insomma, si devono trasformare in opportunità considerevoli.

L’allenatore ritiene inutile comprare tanto per comprare. Ci si potrebbe pentire di scelte affrettate e dettate dall’ansia. Meglio pensarci su e bene. Tutto condivisibile e nella norma, tranne la montagna di sfortuna che ha contraddistinto questo avvio di stagione. Ora come ora il presente a sinistra, in difesa, si chiama Emerson Palmieri e al centro Juan Jesus, che molti vedrebbero meglio tra centro e fascia in una linea a tre con conseguente cambio di modulo. Non credo che Spalletti viri per questa ipotesi. Per alcuni motivi:

1) Per giocare a tre servono esterni a centrocampo che sappiano avere in testa e nelle gambe almeno 70/80 metri di campo. Assolutamente resistenti nell’arco dei 90 minuti e, tranne Florenzi, non se ne vedono tanti all’altezza in organico.

2) Uno tra Salah, Dzeko ed El Shaarawy sarebbe il sacrificato, per non parlare di Perotti. Già nel 4-3-3 in corso l’argentino potrebbe rischiare di non giocare dall’inizio. La Roma rischierebbe poco equilibrio da una parte e poca intraprendenza dall’altra. Meglio sfruttare al massimo quello che di buono uno ha in dote e cioè la fantasia e le qualità dei suoi attaccanti.

3) Gli automatismi in difesa senza Rudiger, almeno inizialmente, rischiano di non essere gli stessi. La coppia Manolas-Juan Jesus è ancora poco affiatata e non sappiamo con certezza se lo sarà davvero nel corso della stagione.

4) Il centrocampo giallorosso può supplire, si può adattare a giocare in questo modo. De Rossi abbassato è una risorsa. Ma le caratteristiche generali impongono altre riflessioni. Strootman è reduce da una periodo di lunga inattività. All’olandese serve gente che gli giochi più vicino possibile, nello stretto. A Strootman non va dato troppo campo da coprire. La Roma non è l’Italia: il 3-5-2 non è il manifesto di Spalletti. Nainggolan, senza difesa a tre, rende il doppio avendo più spazi a disposizione. La squadra appiattita verso la propria porta non sviluppa la sua anarchia positiva in fase di appoggio all’attacco. Meglio più vicino alla porta avversaria che mediano diligente a due tocchi nel fraseggio in costruzione in mezzo al campo.

Quindi? Che fare? Sarebbe auspicabile andare avanti così, nell’emergenza. Sul campo continuare con la linea a 4 in difesa, con Emerson Palmieri a sinistra e Juan Jesus al centro, in attesa di manovre a coda di gatto maculato da parte di Sabatini, che in questi giorni dovrà fare la vera differenza. Spalletti è tranquillo, ma fino a un certo punto. In difesa, al di là dei vari moduli e delle varie interpretazioni, servono rinforzi. Da oggi, da subito.