Stefano Impallomeni

Se ve la siete persa, andatevela subito a vedere. La sua intervista è davvero unica e “spacca” da morire. Romario va a segno una, due, tre volte, come ai bei tempi. Ma stavolta sono soltanto parole, opinioni, e non reti memorabili. Il momento televisivo è molto divertente. Lo studio è tutto per lui. Parte la presentazione, poi uno speciale dedicato, prima dei passaggi cruciali che divideranno soprattutto i social. Romario è fiero di sé stesso, del momento. Nasconde a fatica il suo proverbiale narcisismo. Mostra una serietà superba, in cui traspare una volontà abbastanza evidente: quella di mettere immediatamente in secondo piano gli intervistatori. È a suo agio nel ruolo di guest star. È dimagrito parecchio, forse troppo. Parla a ruota libera con una leggera e simpatica zeppola. Il suo fresco e appena recente passato politico (eletto per due volte deputato in Parlamento alle elezioni brasiliane nelle fila del partito socialista) lo aiuta, conferendogli un distacco differente rispetto a quando giocava, a quando sapeva inventare gol impossibili. Romario non parteggia per nessuno. Decide di sorprendere platealmente. Sta lì in mezzo, sereno e tranquillo. Lì seduto circondato da tre giornalisti e pontifica, sentenzia, classifica senza mezze misure.

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63 presenze e 39 gol per Romàrio con la maglia del Barcellona

Per lui “Messi e Maradona insieme erano inferiori” a lui in area di rigore. Romario, dunque, il migliore in quella zona del campo. Il brasiliano era strepitoso. Forse più efficace di Maradona ma non di Messi. Per il resto non ci siamo. Una zona del campo non prevede una differenza. Poi, seconda considerazione: “Bebeto è il miglior partner con cui abbia mai giocato”. Bebeto-Romario la “dupla” più forte di sempre, se non meglio, almeno alla pari di quella composta da Pelè e Coutinho. Anche qui, basta il nome di Pelè per non essere d’accordo. E ancora altro. Dichiarazioni senza filtri e incontinenti, come quando afferma che Neymar, oggi, sia più forte di Messi. Quel Messi, sottolinea Romario, che fatica ad essere con l’Argentina quello decisivo del Barcellona. Neymar è senza dubbio fortissimo, ma diventerà come Messi quando riuscirà a fare quel che è riuscito a compiere Messi con la maglia blaugrana. L’argentino è un genio impareggiabile. Romario, adesso, è invece soltanto una furia, anche se dice esattamente quel che pensa. Non provoca e si capisce da come dice le cose. Basta guardare e riguardare l’intervista, ma Messi è Messi e Maradona è Maradona. Ad ogni modo negli studi brasiliani di Fox Sports, in “Boa Noite”, è andato in onda uno show inedito, inatteso, molto spettacolare, per nulla noioso e sincero. Romario, non c’è dubbio, non è e non sarà mai un personaggio banale. È stato un attaccante formidabile, eccellente, tra i più grandi di sempre. Per le movenze e i gol che realizzava mi ricordava Bruno Giordano. Ma lasci stare Messi e Maradona, comprese le aree di rigore.