Stefano Impallomeni

A Napoli non tutto è oro quello che luccica. Il terzo posto non dà ancora certezze, nonostante un’ultima parte di campionato straordinaria. La squadra di Sarri, per vedere la fase a gironi della Champions, dovrà passare lo spareggio di agosto. De Laurentiis è soddisfatto, anche se sul mercato si farà qualcosa prendendo magari un elemento che sappia ricoprire più ruoli. Piace molto Alejandro Berenguer, dell’Osasuna, un ’95 terribile, in grado di garantire quella duttilità che serve, soprattutto nel calcio moderno. Nell’ultima Liga, Berenguer, il Toro di Pamplona, ha giocato per 11 volte da ala sinistra, 14 da terzino, sia a sinistra che a destra, e pure 3 partite da ala destra. Un elemento prezioso, quasi unico, che permetterebbe un utilizzo fruttuoso e che darebbe sfogo a mille soluzioni tattiche.

Napoli Juve passaggio turno

L’allenatore del Napoli Sarri con Milik.

Già, soluzioni tattiche che al momento sembrano messe in cantiere da Sarri che, all’inizio della stagione grazie al recupero completo di Milik, avrà problemi di abbondanza in attacco. Il polacco è certamente una risorsa. Lo ha ampiamente dimostrato lo scorso anno tenendo una media realizzativa promettente, prima del suo infortunio al ginocchio. Non certo prodezze alla Higuain, ma è stato evidente il suo senso del gol, una rilevanza significativa nei movimenti e nel gioco di squadra. Il suo stop, però, ha fatto una differenza positiva e inimmaginabile, consentendo di scoprire il formidabile Mertens, sulla cui esplosione c’era anche il dubbio generale di Sarri. Il belga, da centravanti puro, ha schiantato scetticismi e polverizzato perplessità. Una vagonata di reti, ben 28 in A, non hanno fatto rimpiangere non soltanto Milik, ma addirittura Higuain. A Napoli è ormai venerato, al punto che in città lo chiamano affettuosamente Ciro per la sua perfetta integrazione con l’ambiente. Pizze, passeggiate, simpatie del pubblico e soprattutto gol lo hanno reso un intoccabile. Non un piccolo dettaglio che gioca a suo favore.

Napoli-Roma-Real Madrid

Dries Mertens, capocannoniere stagionale del Napoli

E quindi alcune domande sono d’obbligo. Considerati Insigne e Callejon titolarissimi, come farà Sarri a escludere uno tra Milik e Mertens? Sarà auspicabile un cambio di modulo per farli giocare tutti e quattro insieme? Sarri corromperà la sua idea di calcio, che tante soddisfazioni ha dato? Averne di questi problemi. Sempre meglio un’abbondanza di qualità, che scelte risicate, calciatori non totalmente affidabili. Zapata e Pavoletti sembrano destinati altrove, ma relegare Milik in panchina potrebbe non essere la via migliore da percorrere. E allora? Milik titolare con Mertens si può fare?

Sì, si può fare, copiando la Juventus. Sarri prenda esempio da Allegri che nella scorsa stagione, dopo aver fiutato gli spettri della prevedibilità, aver vissuto una stagnazione visibile per uno schieramento robusto e muscolare, è riuscito a cambiare il verso della stagione buttando in campo ogni asso a propria disposizione. Dentro, insieme tutti, appassionatamente, all’insegna della qualità e della quantità. Mandzukic e Cuadrado (Dani Alves in Champions) esterni, Higuain- Dybala (più rifinitore) coppia d’attacco e Pjanic, alla Pirlo, hanno saputo costruire un’altra Juve. Il loro apporto ha portato il tocco, un fraseggio d’alta scuola e perché no, nel caso di Mandzukic, quel sacrificio sorprendente che è stata la vera differenza di una scalata sontuosa verso un quasi Triplete.

Milik Insigne

Milik e Insigne festeggiano una rete

Sarri dovrebbe pensarci bene, perché le similitudini presterebbero il fianco a un certo tipo di rivolgimento. L’allenatore toscano avrebbe materiale e soluzioni per replicare il suo collega. Non sarebbe certo uno scimmiottamento, ma una seria alternativa che potrebbe dare punti in serie. Non sarebbe una bestemmia tattica poter modificare una macchina oliata perfettamente nei meccanismi. Non sarebbe, insomma, un’eresia rinunciare a un centrocampista per liberare il doppio attaccante, la M2, la coppia Milik-Mertens sdoganando un potente, agile e tecnico 4-2-4, in cui Insigne, straordinario in nazionale con Ventura nella vittoria contro il Liechtenstein, reciterebbe il ruolo di Mandzukic, Milik quello di Higuain e Mertens la parte di Dybala, con il belga meno rifinitore ma ugualmente efficace sul piano delle triangolazioni basse e devastante nello stretto. Juve permettendo, il Napoli può essere la seria candidata al titolo nella prossima stagione. Ha tutto per farcela. Gli basta qualche innesto e due-tre modi di giocare diversi.

Josè Callejon, il vero insostituibile di Sarri

Sarri è bravo, ma ancora non ha vinto nulla. Occorre sottolinearlo nella valutazione complessiva di un valore individuale importante. Per questo motivo soprattutto da lui e non dai calciatori ci si attende il salto di qualità definitivo, panchine d’oro a parte. Sarri ha l’obbligo di dare un qualcosa in più. A volte non serve fare bene le cose, serve farle meglio degli altri. E allora che consideri altro. Il 4-2-4 non dovrebbe essere soltanto un modulo per recuperare svantaggi in corso di partita, ma per creare dei vantaggi rassicuranti al fischio iniziale e per poi gestirli bene, senza affanni, durante il match. Allegri l’ha saputo fare bene. L’ha fatto al momento giusto, pensando pure agli equilibri dello spogliatoio. A Sarri serve una bella copia. La copia del modulo vincente del nemico per cercare di strappare uno Scudetto che lo proietterebbe nella storia.