Massimo Piscedda

Nella giornata di campionato frenano Juventus e Inter, per effetto del pareggio nello scontro diretto dell’Allianz Stadium. Napoli e Roma fanno altrettanto contro Fiorentina e Chievo. La Lazio non ne approfitta: rimasta in dieci per l’espulsione (giusta) di Immobile, soccombe ad un Torino che gioca bene ma che si avvale a mio parere di una decisione molto discutibile che alla fine decreta l’andamento e la sconfitta della Lazio: un rigore (nettissimo) che alla squadra di Inzaghi manca. C’è da capire cosa il VAR interpreta e quando decide di farlo. L’azione parla chiaro e forse chi doveva vedere in quel momento era distratto da altro.

Quindi l’Inter mantiene i due punti di vantaggio, ma a sole cinque lunghezze di differenza ci sono altre quattro squadre, tutte potenzialmente prime della classe, con qualche credito di considerazione in più per Juve e Napoli. Il campionato diventa bello, divertente e molto difficile da definire, con una classifica che sarà in ogni giornata soggetta a cambiamenti di posizioni, come hanno dimostrato le prime sedici giornate. Le coppe riprenderanno a metà febbraio, quindi il tempo di concentrarsi sul campionato c’è eccome. E pensare solo ed esclusivamente alla Serie A diventa quasi obbligatorio.

Difficilmente, a mio avviso, lì davanti ci sarà la fuga decisiva di qualche squadra. L’equilibrio in vetta ormai si è consolidato e la gestione delle posizioni in classifica sarà abbastanza prevedibile. Le cinque battistrada hanno la consapevolezza  di poter battere tutte le squadre medio-piccole, per poi presentarsi agli scontri diretto con il minimo scarto di punti. Quei punti che rendono oggi il nostro campionato divertente, curioso, con una classifica che fino alla fine regalerà emozioni e speranze a tutte le prime cinque squadre. E visto che alla fine in Champions League ne andranno quattro, è decisamente il caso di dire: “ne rimarrà fuori solo una”.