Massimo Piscedda

In dieci punti ci sono 22 squadre con nelle prime otto in classifica tre neopromosse (Cremonese Parma e Venezia). Il campionato di serie B si conferma più che mai equilibrato, al punto che il sogno della seria A diventa appetibile a tutti, o quasi. Mai come quest’anno le squadre sono di medio-alto livello, e non è la qualità a farla da padrona, ma la fisicità e l’organizzazione tattica. Bravi gli allenatori? Può darsi.

La laurea Tecnica (chiamiamola così) che si conferisce a Coverciano ti garantisce un livello di nozioni molto alto. Poi però c’è l’individuo, con il suo carattere e la capacità di trasmettere e personalizzare tutto quello che ha imparato. E chi cattura l’attenzione e la disponibilità dei calciatori, ha sicuramente più chance rispetto ai colleghi. Devo dire che fino a questo punto tutti gli allenatori stanno contribuendo a far sì che il campionato sia interessante sotto qualsiasi aspetto, come dimostra perfettamente una classifica molto corta.

Il Palermo pieni di stranieri (di cui molti convocati dalle proprie Nazionali) fatica ad essere principale protagonista, il Frosinone, ancora sotto choc per la mancata promozione dello scorso anno, sta mantenendo la vetta di una graduatoria che può cambiare da una domenica all’altra. Le neo promosse, come di consueto, nelle prime partite cercano di far più punti possibile, forti ancora dell’entusiasmo del recente campionato vinto.

Le nobili decadute, come Perugia, Empoli, Bari, Pescara e Cesena sono un po’ in difficoltà, ma continuano a giocare sempre con la mentalità di ritrovare una serie A perduta nel corso degli ultimi anni. Insomma, la Serie B 2017/18 è un torneo tutto da vivere, fino alla fine, perché ci sono giovani interessanti a cui le big dovrebbero gettare un occhio, partite mai scontate e la voglia e il desiderio costante di raggiungere la promozione in serie A, un traguardo che fino a qualche anno fa sembrava inarrivabile alla portata di poche squadre, ma che oggi, Benevento e SPAL testimoni, non è precluso a nessuno.