Francesco Paolo Traisci

Alla vigilia dello scontro di Torino fra la Juve capolista e la Roma, la partita da “fuori i secondi”, si vanno spegnendo le polemiche per la presenza fra le fila della Roma di Kevin Strootman, pilastro del centrocampo giallorosso, imprescindibile anche per la carenza organica dei giallorossi falcidiati da una miriade di infortuni. A mente fredda, è ora possibile analizzare in chiave critica, con un’ottica strettamente giuridica, una vicenda che in realtà di giuridico ha ben poco.

  1. Il parapiglia vergognoso scatenatosi davanti alla panchina della Lazio nel corso dell’ultimo derby è sotto gli occhi di tutti anche per le immagini televisive in diretta e poi in differita su TV e social. Ci asteniamo quindi dal commentarlo ulteriormente, se non per ricordarne l’esito: espulsione del giocatore Cataldi della Lazio “per avere, al 21° del secondo tempo, a giuoco fermo, mentre si trovava nel campo per destinazione in quanto componente della panchina, strattonato la maglia da dietro di un calciatore avversario”. Solo giallo al romanista in quanto l’arbitro avrebbe visto solo un gesto provocatorio ma non violento o antisportivo (come sarebbe avvenuto se l’arbitro avesse visto la bottiglietta ed il getto dell’acqua addosso ai componenti della panchina). Nel referto quindi la differenza di trattamento sarebbe stata motivata, dal fatto che Cataldi avrebbe commesso un atto violento (meritandosi il rosso) mentre quella di Strootman sarebbe stato solo una provocazione (da qui il giallo). E fin qui…

  2. Le polemiche mediatiche sollevate nei giorni successivi hanno poi portato il caso all’esame del giudice sportivo non tanto relativamente alla squalifica di Cataldi (in seguito al cartellino rosso, ma non impugnabile perché limitata ad una giornata) quanto piuttosto sul comportamento sicuramente deplorevole tenuto da Strootman (e, nel subconscio collettivo sulla disparità di trattamento rispetto a l’altro protagonista dell’episodio, ossia Cataldi). E visto che (giustamente) non sarebbe stato possibile ritornare indietro sul referto dell’arbitro, riconoscendo non già la semplice provocatorietà del gesto ma l’antisportività dello stesso (che l’arbitro avrebbe dovuto considerare qualora avesse visto l’intero gesto, ossia il getto dell’acqua sui componenti della panchina della Lazio) allora le immagini televisive sono state usate ai sensi dell’art. 35 n. 1.3 che nel sub 2) del Codice di giustizia sportiva approvato nel 2014 all’interno della valutazione di “evidente simulazione che determina la espulsione diretta del calciatore avversario”. Di modo che il giudice sportivo ha comminato la sanzione di 2 giornate a Strootman affermando che Le immagini televisive consentono di apprezzare, oltre ogni ragionevole dubbio, che la caduta di Strootman in seguito alla trattenuta è frutto di evidente simulazione da parte del medesimo calciatore”.

  3. Le ancor più accese polemiche sulla presunta assenza di basi giuridiche per la condanna e, soprattutto, la volontà della dirigenza romanista di evitare la forzata assenza di uno dei pilastri del centrocampo per le due partite clou della stagione (gli scontri diretti con Milan e Juve), hanno portato la società a impugnare la sanzione ricorrendo alla Corte Sportiva di Appello. Il ricorso dei giallorossi, in verità completo ed articolato, sosteneva l’ingiustizia del provvedimento sanzionatorio per l’inutilizzabilità nel caso concreto della prova televisiva ma soprattutto per l’impossibilità degli organi della giustizia sportiva di “rivalutare la portata di un evento refertato dal Direttore i gara”, ossia di interpretare i fatti diversamente da come li ha interpretati il giudice”. Queste le parole del comunicato della FIGC che sintetizza l’esito della vicenda.

  4. E, la Corte, pur dando torto ai giallorossi sulla applicabilità al caso della prova televisiva, ha accolto il ricorso affermando che “nel caso che ci occupa, non può, invece, escludersi che sulla caduta a terra del calciatore Strootman abbia inciso la condotta del calciatore Cataldi consistita nella trattenuta della maglia del primo, comportamento, quest’ultimo, valutato dal Giudice Sportivo come uno dei presupposti comunque incidenti che hanno portato l’arbitro ad adottare il provvedimento di espulsione del Cataldi”. In altre parole, la corte fa esattamente il contrario di quanto sostenuto dai giallorossi (sempre secondo la ricostruzione del comunicato ufficiale della FIGC), ossia entra nel merito della valutazione della condotta di Strootman, arrivando a smentire la ricostruzione (anch’essa entrata nel merito) del giudice di primo grado sulla base di una valutazione non fattuale ma solo probabilisticaSi tratta di una valutazione del nesso di causalità fra la causa (la trattenuta di Cataldi) e (l’effetto la caduta rovinosa di Strootman) che però non sembra assolutamente convincente e che avrebbe sicuramente potuto essere effettuata in modo più approfondito… Non stiamo qui a dilungarci sulle varie teorie relative ai meccanismi di causa ed effetto, ma sarebbe stato più corretto analizzare effettivamente la dinamica dei fatti nell’ottica di una causalità effettiva e non ipotetica (non è escluso che…) . Siamo sicuri che la caduta sia congrua e proporzionata al gesto, seppur aggressivo, di Cataldi? E per quanto riguarda il lasso temporale fra il contatto e la caduta? Ognuno di noi alla vista delle immagini si è posto queste domande e si è creato la propria opinione. Questo avrebbe dovuto valutare la Corte, una volta che ha ritenuto di dovere e di potere legittimamente entrare nel merito dei fatti. Ma non risulta averlo fatto.

  5. Al di là di tutto rimane che la vicenda è frutto di un arbitraggio non all’altezza (lo strascico polemico seguito tanto nei media tout court quanto nelle aule giudiziarie ne è prova evidente), in cui l’arbitro non è stato nemmeno coadiuvato adeguatamente dal quarto uomo presente ai fatti (anche lui oggetto di polemiche mediatiche dalla valutazione delle quali volontariamente ci asteniamo).

La Roma ha vinto la sua battaglia, Strootman è sceso in campo regolarmente contro il Milan e lo farà sicuramente contro la Juventus. Rimane però il brutto gesto di un campione dal quale quest’ultimo si poteva sicuramente astenere…