Oliviero Beha

Tra i postumi di un derby capitolino molto modesto, meno intrigante perfino del Referendum Costituzionale, spicca la sanzione di 2 giornate per l’olandese Strootman, che era stato solo ammonito nelle fasi calde del minuto successivo al suo gol, decisivo. In tv in diretta non s’era visto bene, all’inizio pareva che passando l’uomo giallorosso vicino alle panchine per abbracci e bevute fosse stato tirato per la maglia inopinatamente dal panchinaro laziale Cataldi, per poi svenire come colpito da un colpo di mortaio.

Forse tutti dovrebbero gridare al complotto

Ho scritto “inopinatamente”? Macché, “opinatamente” da quel che si è visto in immagini complessive. Strootman aveva tirato l’acqua della sua bottiglietta a Cataldi, provocandone la reazione. Giallo per uno e rosso per l’altro, squalifica per entrambi (Cataldi una giornata), solo che le 2 giornate al romanista grazie alla prova tv gli faranno saltare Milan e Juventus, cioè le due squadre che con la banda Spalletti stanno su in classifica. Di qui alti lai della dirigenza romanista, come al solito più romanista che dirigenza, presa com’è alla gola dal tifo che è pessimo consigliere. Non è colpa del giudice sportivo se l’olandese poco volante e molto simulante fa il bambino, né Milan e Juve sono state aggiunte all’ultimo momento al calendario della Roma. La verità è che purtroppo la banda di “viziati” non riesce a essere seria, esattamente come coloro che gli stanno attorno.

Per esempio il primo assistente di Banti, come arbitro di porta, era quel tal Damato che (come Chiffi di Torino-Chievo ma con molti più occhi addosso) aveva combinato un disastro in Inter-Fiorentina, sei giorni prima. In confronto ai danni subiti dalla squadra viola le 2 giornate di Strootman, come detto cercate col lanternino, sono zucchero filato. Forse tutti dovevano gridare se non al complotto o allo scandalo almeno all’indecenza arbitrale e all’indecenza del designatore che lo mandava al derby come se nulla fosse, avvalorando di fatto il suo orrido operato. Ma nessuno lo ha fatto e ha farfugliato di “complotti” allora, cioè “prima”.

arbitro libero

L’arbitro Damato estrae il cartellino rosso.

Per esempio molti vigili del fuoco, belli e pronti in divisa, evidentemente romanisti, che all’Olimpico hanno berciato offese contro i giocatori laziali, tanto per infiammare gli animi come è di loro competenza professionale… Per esempio il laziale Lulic, che a furor di popolo è sotto indagine della Procura federale per le frasi forse razziste forse del tutto idiote rivolte a Rudiger, definito “venditore di calzini” a fine partita davanti alle telecamere. Poi ci si lamenta se uno stuolo di “venditori di calzini” lo aspetta sotto casa per corcarlo… Vedremo se una frase del genere varrà la sceneggiata scema di Strootman in termini punitivi, parendo più idiota che razzista.

RIDATE CREDIBILITA’ AL CALCIO
Di sicuro questi “fortunati” fanno di tutto per ricordarci che non sono consapevoli della loro “fortuna”, in un calcio mondiale (dati alla mano) in cui la stragrande maggioranza dei calciatori professionisti non riesce più a vivere del proprio stipendio (di qui una serie di conseguenze che attengono alla regolarità del campionato o dei campionati… su cui tutti fingono di sorvolare). Si sbrighi la Procura federale, si qualifichi il designatore, i dirigenti facciano i dirigenti e non i tifosi, e i calciatori smettano i panni dei saltimbanchi. Tra l’altro si gioca mediamente così male e si guadagna (solo loro) così tanto che essere seri parrebbe il minimo. Il complotto dunque effettivamente c’è, ma è la mancanza di serietà generale.