Massimo Piscedda

Manca un mese a Natale e dopo gli ultimi tre turni sarà il caso di stilare una classifica allenatori. Ad oggi, tra i quattro esordienti Inzaghi, Oddo, De Zerbi e Juric il laziale mi sembra quello che ha inciso di più. Ha avuto dei vantaggi, primo su tutti una squadra nettamente più forte che ha cambiato poco, ha saputo gestire bene lo spogliatoio e quindi è in pole position.

Simone Inzaghi, allenatore della Lazio

Simone Inzaghi, allenatore della Lazio

Per un allenatore l’organizzazione è importantissima

Gli altri tre avendo le squadre di minor qualità hanno voluto ugualmente continuare sulla loro idea di gioco che tanti frutti aveva dato sia in B (Pescara e Crotone) sia in Lega Pro (Foggia). Juric in parte c’è riuscito ma il suo Genoa rimane un squadra dai due volti che solo a Marassi si esprime al massimo. La Serie A, malgrado impoverita, è sempre un altro mondo e forse qualche punto in più si poteva fare se in alcune gare avessero rinunciato al cosiddetto “bel giuoco”. L’organizzazione è importantissima in questa categoria ma proprio perché lo è devi a volte rinunciarci per raccogliere, e questa si chiama esperienza. Ci sono squadre che raccolgono bene pur sapendo che non divertono, (Chievo, Udinese) e ci riescono fino a che raggiunta la tranquillità di classifica, si rilassano e pensano al bel gioco avendo anche loro dei buoni calciatori.

ALCUNI SONO IN CALO, ALTRI HANNO STUPITO
Ecco forse questo è mancato ad alcuni allenatori emergenti, altri non hanno ripetuto la stagione scorsa (Sassuolo) complice la Coppa, altri hanno stupito con una rosa molto giovane (Atalanta), altri hanno confermato di conoscere ormai bene la categoria e sono sulla scia dello scorso anno (Bologna, Sampdoria etc, etc). Gli allenatori che possono vincere rimangono gli stessi malgrado anche loro qualche battuta d’arresto l’abbiano subita (Juve, Roma, Napoli, Fiorentina). E’ presto per un giudizio ma è certo che chi ha i giocatori più bravi avrà sempre meno problemi .