Redazione

Archiviata la prima fase del campionato, con la Juventus campione d’inverno, è già tempo di bilanci. Abbiamo chiesto ai nostri storici opinionisti i loro Top&Flop. Giudizi non sempre scontati, non mancano infatti alcune sorprese.

Top&Flop di Stefano Impallomeni

Top 1) Allegri perché si è dimostrato sempre efficace e freddo nei momenti difficili della sua gestione. Il suo segreto è il più antico del mondo: semplifica le scelte. Decide in base a chi gli dà più garanzie in quel momento.

Top 2) Spalletti perché se non esistesse la Juventus avrebbe fatto il suo, nonostante qualche personalismo di troppo.

Top 3) Higuain e Icardi. Sono i più forti. Il primo si conferma anche a Torino. Il secondo in un caos infinito che si spera, per i tifosi dell’Inter, abbia una sua conclusione.

Flop 1) La formula a 20 squadre in serie A. Siamo neanche alla metà del percorso e già sappiamo quasi il finale sia per la questione titolo e salvezza. Occorre rivisitare il format. La serie A va valorizzata meglio per creare più interesse e appeal visto che ormai le prime scelte straniere sono al di là dei confini. Meno squadre più interesse.

Flop 2) Inter. Ci si aspettava di più da questa nuova proprietà e invece al momento ancora un’altra deludente stagione. C’è ancora tempo per rilanciarsi ma le responsabilità sono evidenti. L’Inter non può navigare costantemente nell’anonimato.

Flop 3) Paulo Sousa e dirigenza viola. Per la Fiorentina un notevole passo indietro. Non mi sarei aspettato un’involuzione del genere. A Firenze c’è tutto per fare bene ma stando ai fatti non è così facile riuscirci. Vedrei bene lì uno come Spalletti. Più bravo di Prandelli, l’unico a far vibrare i cuori e non solo.

Top&Flop di Massimo Piscedda

Top 1) Allegri, un allenatore che non si atteggia a scienziato e ormai ha raggiunto quella serenità di critica di tecnico europeo .

Top 2)  Gasperini, un  allenatore preparato forse non simpatico ma ottimo nel saper gestire tanti giovani tutto insieme alla prima esperienza di serie A .

Top 3) Spalletti, anche se eterno secondo, ha capacità di gestione e capacità tecnico tattiche superiori agli altri.

Flop 1) Inter, per aver cambiato tre allenatori in quattro mesi.

Flop 2) Sassuolo, che malgrado gli infortuni doveva far di più.

Flop 3) Le due neo promosse Pescara e Crotone. Troppo poco per giocare in serie A e salvarsi.

Top&Flop di Maurizio Compagnoni

Top 1) Allegri. È vero ha la squadra più forte. Ma la sua capacità di gestire ricorda il miglior Capello. Davanti ha tre pezzi da 90 e lui riesce a garantire gli equilibri di spogliatoio.

Top 2) Sarri. Il suo Napoli gioca per distacco il miglior calcio. Però è condannato a giocare bene: se stacca un po’ la spina perde pericolosità davanti e solidità dietro.

Top 3) Icardi. Basta una partita senza gol e lo attaccano. Ma segna tantissimo e ha imparato a vestire i panni del leader.

Flop 1) Palermo. Zamparini vende i migliori e compra male, a parte qualche discreta intuizione tipo Nestorovski.

Flop 2) Pescara. Troppa superficialità o se preferite presunzione. Ha ceduto Lapadula, determinante con i suoi gol per la promozione e non si cura di sostituirlo.

Flop 3) De Boer. A me il suo calcio propositivo intriga ma non puoi allenare in Italia e ignorare totalmente la fase difensiva.

Top&Flop di Marco Piccari


Top 1) Sarri: Il bello della Serie A.

Con o senza Higuain il prodotto non cambia. Il Napoli continua a giocare bene e a segnare, anzi a livello realizzativo lo score è migliorato.  40 sono i gol realizzati rispetto ai 33 dello scorso anno dopo 18 giornate di campionato. Ai numeri si aggiunge la qualità del gioco, senza paura di essere smentiti, il Napoli in Italia pratica il calcio più bello e in Europa se la batte con Liverpool e B. Dortumund. Sarri il maestro: il vero bomber del Napoli.

Top 2) Montella: Il bravo.
In estate arriva al Milan trova un club prestigioso ma il mercato non è certo di prima classe. La squadra rimane quella di Mihajlovic e Montella non si scompone, lavora e crea un bel gruppo di giovani. Il Milan rinasce e batte la Juve due volte. La prima vittoria arriva in campionato e la seconda in Supercoppa portando a Berlusconi il 29 esimo trofeo. Un tecnico intelligente capace di adattare le idee ai giocatori. Con lui al comando il Milan vola: Geniale.

Top 3) Inzaghi: La sorpresa.
Tutti si aspettavano e volevano il santone Bielsa. Invece alla guida della Lazio è tornato Simone Inzaghi. Incurante dello scetticismo generale con determinazione e tanto lavoro ha costruito un gruppo di giovani capace di viaggiare sempre in prima classe. In panchina è un martello che non molla mai i suoi ragazzi. Ottimo motivatore e abile stratega capace di  far indossare più vestiti tattici alla squadra passando dalla difesa a tre, a quella  a quattro senza scossoni.  Strappi, ripartenze e carattere: una bella Lazio. Inzaghi: Sublime.

Top 4) Belotti. Nell’epoca del falso nueve l’Italia ha scoperto un vero centravanti. Quando lo vedi ti tornano in mente Graziani e Chinaglia poco raffinati con i piedi ma bomber veri.  Potente, trascinatore e soprattutto letale in area di rigore. Gallo non smettere di cantare.

Flop 1) Inter. Dalla Cina più che il furore è arrivata la confusione. Via Mancini 13 giorni prima dell’inizio del campionato, dentro De Boer e poi via anche lui. Scelte incomprensibili che hanno portato la squadra lontano dalla vetta e fuori dall’Europa League in un girone non certo irresistibile.  Ora tocca a Stefano Pioli tentare di far navigare la squadra in acque tranquille nella speranza di trovare il sereno anzi il furore…

Flop 2) Zamparini. Vulcanico, appassionato ma anche poco razionale. Anche in questo campionato conferma la sua nomina di mangia allenatori. La sua è una sorta di malattia incurabile e intanto il Palermo precipita. Trovate l’antidoto altrimenti sono guai.