Patrizio Cacciari

Undici minuti, 6 regolamentari e 5 di recupero, non sono bastati questa volta a Francesco Totti per compiere l’ennesimo miracolo. Far passare il turno alla Roma con un suo gol avrebbe fatto impazzire il pubblico – almeno in parte – tornato all’Olimpico. Contro il Lione si sono registrati 43 mila spettatori paganti. Per Totti, 40 anni, 5 mesi e 19 giorni, è stata probabilmente l’ultima presenza in campo europeo, anche se il numero 10 non ha risposto alla domanda a fine partita di un cronista, come si può vedere dal video in basso.

Totti e le ultime partite in giallorosso

Mancano 11 turni di campionato, una semifinale di ritorno di Coppa Italia (più una eventuale finale sempre all’Olimpico), e poi la carriera di Francesco Totti vedrà la parola fine, dopo 25 anni con la maglia della Roma. Rispetto alla scorsa stagione le tensioni legate al suo rinnovo contrattuale non sono all’ordine del giorno. Il presidente Pallotta è a Roma (non era allo stadio per qualche linea di febbre) e ci resterà una settimana. La sua agenda però è fitta di appuntamento istituzionali, a partire da quello con il Campidoglio. La questione stadio è ancora attuale, fresca e presenta molti interrogativi burocratici. Per il presidente non è questo il momento di parlare del rinnovo di Spalletti, ormai in un continuo conflitto con l’ambiente in ogni dichiarazione pre e post partita, figuriamoci di quello di Totti, che in tasca ha comunque un contratto di sei anni da dirigente, ma con compiti da stabilire.

IN CAMPO CON LA FASCIA DA CAPITANO
Subentrato a Daniele De Rossi, indossata la fascia di Capitano, nell’ultimissima fase della partita contro i francesi del Lione, Totti ha usato la sua classe e il suo carisma per trascinare la Roma all’ultimo sforzo, ma senza successo. Un paio di palloni con il contagiri hanno ridato fiato e speranza, la sua rincorsa a Cornet, proiettato a rete (bloccato da Allison con un miracolo), è stato uno sforzo di enorme generosità. La Roma, con i difetti storici di sempre, è uscita dalla competizione dopo aver compromesso la qualificazione nella partita d’andata, dove Totti non aveva giocato nemmeno un minuto. Come finirà questa storia d’amore? Difficile dirlo. Un addio così ingombrante è sempre difficile da gestire: Del Piero, lo stesso Maldini. Chi non ha generato polemiche e malumori nel momento di appendere gli scarpini al chiodo? Nel caso di Totti, la faccenda è ancora più scomoda. Perché la carriera sportiva di questo calciatore ha un peso specifico più grande del blasone della squadra a cui si è legato per tutta la vita. Il suo futuro non dipenderà o meno dalla permanenza di Spalletti a Roma. Deciderà da solo, in autonomia. La speranza è che il finale sia all’altezza di tutta la storia.