Stefano Impallomeni

Walter Veltroni conferma tutto e scioglierà ogni riserva entro pochi giorni. L’anticipazione di Massimo Mazzitelli su Repubblica.it non è stata una suggestione. È stata una notizia. E che notizia. L’ex segretario del Pd, se lo vorrà e soprattutto se lo riterrà opportuno, potrà scendere in campo con l’obiettivo di cambiare  verso al mondo del calcio. La poltrona di Presidente di Lega di serie A sarebbe già pronta. Con lui tredici club (medio-piccoli più Inter e Roma favorevoli) per un allungo che sarebbe storico e in controtendenza. Il candidato forte, che non t’aspetti, dunque, avrebbe in mano il quorum necessario per iniziare un nuovo ciclo. In attesa delle sue decisioni,  dunque, due domande tra le tante possibili: sarà la soluzione più giusta, può Veltroni veramente sradicare vecchie abitudini in un mondo così difficile e pieno di insidie? La scelta farebbe pensare e riflettere. Senz’altro non sarebbe una scelta di ripiego.

Tema cruciale: la spartizione dei diritti tv

Veltroni è un personaggio di spessore. Discutibile quanto si vuole, ma politico navigato e uomo di idee. I contenuti, però, andranno valutati. Non sappiamo ancora con chi lavorerà e come lavorerà, anche se lo stesso Veltroni avrebbe posto due condizioni: condivisione dei presidenti e uno statuto che garantisca il cambiamento. Da quel che si apprende sarebbe affiancato da un super manager che si occuperà dei diritti tv. Ed è qui che nasce la prima forte perplessità legata non tanto al valore di Veltroni quanto alla materia primaria che si tratta quando si va a ricoprire un ruolo del genere. Perché il Presidente di Lega, spesso, da quelle parti, a Milano, ratifica volontà altrui e non suggerisce rivoluzioni. È notaio di interessi, quasi sempre strettamente legati a soldi da prendere e da dividere. La partita, o meglio la spartizione dei diritti tv, è infatti il tema centrale di questo tipo di incarico con il resto, seppur importante, che di solito passa in secondo piano, o addirittura al piano terra. Un dubbio questo, forte e lecito, anche se il nome di Veltroni intriga e andrebbe sostenuto come una speranza. Dopo tutto quello che si è visto in questi anni il calcio ha sicuramente un bisogno estremo di rifarsi una credibilità. Non sempre per errori e difetti di stile, ma per mancanza di programmare o ripensare un prodotto di enorme valore che va necessariamente rilanciato nelle forme più adeguate.

Tavecchio crisi calcio

Il Presidente della Figc Carlo Tavecchio.

L’arrivo di Veltroni potrebbe rimettere a posto un pensiero e un nuovo modo di vedere il business. Il primo passo da fare sarebbe quello di riportare i tifosi allo stadio, ristrutturando gli Stadi e costruendone alcuni nuovi di zecca. In sintesi, l’obiettivo è semplice: bisogna poter ricreare le condizioni per cui ogni partita sia uno spettacolo di festa e di divertimento. E tra gli altri obiettivi non secondari, quello di saper e poter costruire un ponte virtuoso tra persone credibili. Con in campo elementi capaci di dialogare con istituzioni e operatori internazionali. La Premier e la Liga, per fare esempi spicci, viaggiano al triplo della velocità. E non soltanto per una questione economica. Serve una managerialità importante che sappia confrontarsi con una concorrenza rilevante. Ecco perché la scelta del manager per i diritti tv sarà fondamentale per Veltroni e il suo possibile insediamento. Per rendere effettive le idee c’è bisogno di una praticità di livello. I prossimi saranno giorni caldi. Alle porte la rielezione del Presidente della Federcalcio. Si profila un duello Tavecchio-Abodi. In attesa che Veltroni decida cosa fare, anche da lì, dalla Figc, capiremo in quale direzione andrà il calcio nei prossimi anni.