Massimo Piscedda

Il ritorno di Zeman, dopo il sofferto addio a Massimo Oddo, può essere tranquillamente considerata come la miglior mossa tattica del Pescara di questo campionato. Il Boemo riesce a mettere d’accordo tutti e a spegnere tutte le aspre contestazioni degli ultimi tempi, aggravate anche da inaccettabili violenze.

Zeman: il gioco per divertirsi fino alla fine

Pescara aveva bisogno di un personaggio conosciuto e amato dal pubblico. La retrocessione in Serie B degli abruzzesi è  praticamente scontata, ma il bel gioco, o meglio, il gioco di Zeman, saprà divertire fino alla fine. A mio avviso Oddo ha rassegnato delle tardive dimissioni, consapevole che ormai non ci fossero più i presupposti per lavorare con serenità. I risultati sono sotto gli occhi di tutti e la convinzione che prima o poi qualcosa sarebbe cambiato ha illuso la società stessa. Questo non significa che il Pescara si potesse salvare, ma a volte un cambio di rotta può scatenare una reazione. Ora c’è Zeman, che riproporrà le sue idee, convinto che il calcio sempre d’attacco, a prescindere dagli interpreti, porti sempre ad un risultato positivo. La classifica però parla chiaro e dubito che il Boemo, seppur grandissimo allenatore, possa fare un miracolo.

LE PRIME PAROLE DI ZEMAN IN CONFERENZA STAMPA
Al Poggio degli Ulivi Zeman ha tenuto il suo primo allenamento e poi si è concesso ai giornalisti per la conferenza stampa: «Realisticamente raggiungere la salvezza è difficile, noi ci proveremo pensando anche a costruire qualcosa di buono per la prossima stagione». Quasi 70 anni per il Boemo, che in seguito a un primo rifiuto, ha deciso di accettare di nuovo la panchina del Pescara, dopo l’entusiasmante esperienza di qualche anno fa in serie cadetta: «Questa squadra ha dei valori, non credo che sia inferiore, però bisogna dimostrarlo sul campo». Nel 2012 Zeman lasciò Pescara per dire sì alla Roma. «Non sono pentito perché qualsiasi allenatore avrebbe accettato l’offerta della Roma». Il tecnico sta già programmando la prossima stagione: «Spero che la squadra riesca a seguirmi e a fare calcio, dobbiamo fare qualcosa in termini di punti. Ci sono 14 partite da giocare, e penso al presente ma anche al futuro. La salvezza è difficile. Sono venuto a Pescara per lavorare, ci dobbiamo provare cercando di fare il meglio possibile». Infine una parola per i suoi detrattori: «I miei nemici dicono che sono finito? Lo devono dire per forza, anche per la mia età».