Marco Piccari

“ Eh già, io sono ancora qua”. Così cantava Vasco Rossi. Dopo 4 anni e mezzo Zeman è di nuovo a Pescara dove nel 2012 conquistò una promozione a dir poco spettacolare. L’obiettivo ora è quello di ricostruire il parco giochi di Zemanlandia e tutto sommato la prima partita è stata incoraggiante.

Impronta tattica zemaniana

Il Pescara ha travolto il Genoa per 5-0 e gli abruzzesi hanno ottenuto la prima vittoria in Serie A sul campo. Un successo che nella massima serie mancava da 43 partite, di cui 21 in casa. Certo ora è presto per parlare dei meriti di Zeman, però una cosa va detta: le sue idee di calcio in 90 minuti sono già emerse. In pochi giorni si racconta che il tecnico abbia lavorato molto sulla parte tattica quasi a martellare i suoi e qualcosa in campo si è visto. Il Pescara ha mostrato le sovrapposizioni dei terzini che hanno spinto sin dall’inizio, il pressing alto non è mai mancato, alternato anche con la capacità di abbassarsi nei momenti in cui il Genoa spingeva. Si è visto bene anche un altro marchio di fabbrica di Zeman, il gioco in verticale e il movimento senza palla dei giocatori, che con tagli precisi e veloci si sono presentati davanti al portiere per andare in gol. Vedi la prima rete di Caprari, quella del 2-0, e la rete di Benali che dopo 31 minuti ha fissato il punteggio sul 3-0. La reazione di Zeman sulla panchina? Nessuna esultanza ma solo indicazioni ai suoi “Devi andare, devi salire”,ha gridato a Biraghi quando non ha fatto una sovrapposizione mentre Caprari partiva palla al piede sulla fascia. Il “Maestro” non ha avuto tempo di festeggiare i gol, il suo unico pensiero è stato quello di far realizzare quegli schemi che producono calcio e divertimento.

ZEMAN: IL SOLITO 4-3-3
Il classico modulo 4-3-3 si è notato immediatamente. In mezzo al campo buona la prova di Bruno e Memushaj, che hanno giocato palloni a ripetizione cercando sempre la verticalizzazione, e poi tanto movimento e corsa con il pallone che arrivava sempre al momento e posto giusto. Uno spettacolo! “Sembrava la fine del mondo ma sono ancora qua ci vuole abilità eh, già”, uso ancora le parole di Vasco Rossi. Dopo l’esonero a Cagliari e l’anno in Svizzera con il Lugano il tecnico boemo sembrava essere arrivato al capolinea della sua discussa carriera. In molti lo avevano dato per finito, in molti hanno tirato fuori la storia delle zero “vittorie”. Ma ecco improvvisa un’altra possibilità. Di nuovo in panchina, con la decisione presa davanti a un piatto di carbonara con il Presidente Sebastiani, sorseggiando un buon bicchiere di vino, tutto in maniera semplice e genuina come il suo calcio. Zeman ha accettato senza pensare alla classifica. La missione, quasi impossibile, di salvare il Pescara, ultimo e senza vittorie sul campo, non lo ha spaventato. La salvezza potrebbe non arrivare ma lui ora vuole far divertire e riportare i tifosi allo stadio, poi il resto si vedrà e contro il Genoa, a parte la curva Nord in sciopero, c’era già un discreto pubblico, che dopo il 3-0 ha cominciato a sorridere e sventolare il bianco e l’azzurro. “ Non tenere troppo la palla, la devi dare prima”, così richiamava Benali dopo la rete del 3-0. “Eh già il tempo di inventarsi un’altra diavoleria”. Più che diavoleria, come cantava Vasco, ora è tempo di ricostruire Zemanlandia e ieri pomeriggio è stato posato il primo mattone. La strada è lunga e le difficoltà non mancheranno, ma non importa: il Boemo è ancora qua e non c’è niente da cambiare, ma solo provare a fare il suo calcio divertente e romantico. Il sorriso appena accennato, il 4-3-3, il giaccone avvolgente, la solita camminata lenta con qualche capello in meno, ma con il calcio di sempre. Provaci ancora Zeman. Meno male che sei ancora qua…