Massimo Piscedda

Essere o non essere… Zeman, questo è il problema. Forse non è il caso di scomodare Shakespeare ma è chiaro che negli ultimi 20 il boemo è stato l’allenatore più discusso d’Italia. C’è chi lo ama e chi lo ignora completamente, ma se dovessimo essere onesti intellettualmente posso dire che Zeman è un allenatore vero. Riconoscibile dal suo gioco, dal suo modo di allenare, dal suo modo di porsi verso la gente e gli addetti ai lavori. Sempre allo stesso modo, in provincia o in una grande città, in Italia o all’Estero. I colleghi avversari che lo hanno studiato, spesso lo hanno anche battuto, ma chi lo ha sottovalutato ha rimediato delle bruttissime figure.

Zeman e il suo credo calcistico

Zeman ha fatto divertire con delle prestazioni memorabili delle sue squadre, quanto ha fatto piangere i tifosi con delle figure incomprensibili e ingiustificate, questo perché maniacalmente convinto del suo credo calcistico, che alla fine della sua lunga carriera gli ha portato più sconfitte che vittorie. Vittoria che avrebbe meritato. Le sue sconfitte non sono mai state sfortunate, ma solo dettate da un’idea poco elastica nel modo di giocare.

Il 4-3-3 di Zeman: solo alcuni migliorano

Linea di difesa dove si trova il pallone: questo era ed è tuttora il suo pensiero, ma proprio questa idea di calcio lo ha portato ad essere molto vulnerabile. Terzini, ali, attaccanti, centrocampisti con lui migliorano sempre, difensori centrali e portieri rischiano l’involuzione. Zeman è questo e dispiace che un uomo che ha studiato calcio per molti anni non abbia mai vinto qualcosa di importante. Ora con il Lugano si è salvato all’ultima partita battendo il San Gallo e mantenendo il penultimo posto e la permanenza. Ma anche in Svizzera non si è smentito perché ha perso la finale di Coppa Svizzera contro lo Zurigo, ultima in classifica e unica retrocessa. Zeman è questo, ma quando penso a lui rifletto e mi convinco sempre di più che tutti gli allenatori del mondo di tutte le categorie sanno insegnare la fase difensiva e pochi quella offensiva. Come Zeman, nessuno.