Francesco Cavallini

Chiamatelo SPALoschi. L’attaccante bresciano è molto vicino al club ferrarese, che punta ad un bomber di comprovata esperienza per la sua prima in stagione in Serie A dopo 49 anni. Paloschi, attualmente in forza all’Atalanta, dove non ha trovato molto spazio, preferirebbe l’Emilia al ritorno al Chievo, società dove l’ex Milan ha dato il meglio di sè con 42 reti nell’arco di cinque stagioni. Sarebbe un ottimo acquisto per la società neopromossa, che punta a ripetere le imprese degli anni Sessanta e a garantirsi una salvezza storica.

Un campione del mondo in carica in Giappone. Si tratta di Lukas Podolski, che dopo la pessima esperienza all’Inter ha disputato due buone stagioni al Galatasaray, che gli sono valse l’interesse del Vissel Kobe, club del massimo campionato nipponico. A 32 anni appena compiuti, Poldi si aggiunge alla vasta schiera di grandi giocatori del calcio mondiale che hanno tentato l’avventura nel paese del Sol Levante. Dopo Schillaci e Toninho Cerezo, è arrivata l’ora di Lukas-San.

Se lo chiamano Dream Team, un motivo dovrà pur esserci. E infatti la squadra femminile italiana di fioretto ha confermato che sulle pedane europee non ce n’è per nessuno, vincendo con straordinaria semplicità la finale continentale contro la Russia. Il punteggio, 45-31, racconta di un dominio incontrastato delle azzurre, Martina Batini, Arianna Errigo, Alice Volpi e Camilla Mancini, che terminano con l’oro una stagione perfetta in cui le atlete tricolori hanno trionfato in tutte le gare di Coppa del Mondo.

Andy Murray punta al terzo Wimbledon, ma guarda già alla fine della sua carriera. Lo scozzese, già vincitore nel 2013 e campione in carica, ha dichiarato che crede di avere nelle gambe al massimo ancora un paio di anni al top, prima di essere inesorabilmente reso “obsoleto” dalla nuova generazione terribile che sta prendendo il possesso dei campi del circuito. L’idea di lasciare il tennis non spaventa il campione olimpico in carica, che sarebbe felice di mollare la racchetta per passare un po’ più di tempo con sua moglie e con la sua bambina, nata appena un anno fa.

Si infittisce il mistero sull’ormai celebre Scudetto 1915, assegnato dalla Federcalcio al Genoa dopo lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, ma rivendicato anche dalla Lazio. Il dossier della Fondazione Genoa risponde alla richiesta laziale dimostrando che le gare del girone meridionale, che secondo gli storici biancocelesti erano state annullate, si sono invece effettivamente disputate prima dello stop forzato per cause belliche. Pertanto, aggiungono gli studiosi del Grifone, “giù le mani dallo Scudetto”, che non ha i requisiti per essere assegnato ex aequo.