Francesco Cavallini

E con questo fanno otto. È dal lontano 2010, anno della sua prima vittoria sul circuito del Sachsenring, che Marc Marquez in Germania non respira altro che l’odore del trionfo. Per l’ottava stagione consecutiva lo spagnolo ottiene l’accoppiata pole position e primo posto finale nel Gran Premio tedesco. A cercare di rovinargli uno score pressochè perfetto ci prova il padrone di casa Jonas Folger, che per qualche giro passa anche a condurre, ma che poi deve arrendersi all’incredibile feeling con la pista sassone del catalano, che con questa vittoria passa a condurre il mondiale con cinque punti di vantaggio su Vinales (4°), sei su Dovizioso (8°) e dieci su Rossi (solo 5°).

E alla fine il Palermo resta a Zamparini. Il proprietario del club rosanero ha infatti rispedito al mittente l’offerta (ritenuta “ridicola”) del consorzio rappresentato da Paul Baccaglini, che secondo il vulcanico imprenditore non presenterebbe alcun investimento nella squadra, nè qualsiasi garanzia di solvibilità. Baccaglini saluta quindi la città e il sindaco (incontrato più volte in questi mesi), che avevano accolto l’ex Iena come la nuova grande speranza del calcio palermitano. Zamparini, ormai contestato di continuo, dovrà trovare nuovi acquirenti. Baccaglini dovrà invece ricorrere al laser, dato che con tutta probabilità vorrà rimuovere lo scudetto del Palermo che si era fatto tatuare sul petto all’inizio della sua breve avventura siciliana.

Neanche il tempo per le (seppur ricche) casse dei Golden State Warriors di metabolizzare il faraonico rinnovo di Stephen Curry (200 milioni di dollari per cinque anni di contratto), che tocca già ad Andrè Iguodala, MVP delle Finals 2015 ed ora, con l’arrivo a Oakland di Kevin Durant, importantissimo sesto uomo della franchigia californiana. A 33 anni Iguodala allontana le sirene di team importanti che lo volevano nel proprio quintetto base (come gli Houston Rockets di Mike D’Antoni) e si accorda per un triennale da sedici milioni l’anno per continuare a giocare con la squadra guidata da Steve Kerr.

Salta l’arrivo di Wesley Sneijder alla Sampdoria. Ma non c’entrano niente offerte di altre squadre o eventuali colpi di teatro del patron blucerchiato Ferrero. A rinunciare all’olandese è Marco Giampaolo, allenatore dei genovesi, che ha preferito non creare spaccature in seno al suo spogliatoio. L’arrivo dell’ex Inter avrebbe infatti scombussolato gli equilibri economici del club, dato che l’ingaggio pattuito con la dirigenza (biennale da 2,5 milioni di euro) supera di parecchio la media di quelli del resto della rosa. A quel punto è arrivato lo stop alla trattativa che avrebbe portato alla Samp il secondo calciatore del triplete nerazzurro del 2010 dopo la breve e sfortunata esperienza blucerchiata di Eto’o.