Francesco Cavallini

Negli ultimi anni la Francia si è ritrovata suo malgrado terra di conquista britannica, almeno per ciò che riguarda il ciclismo. Dal 2012 al 2017 cinque vittorie in sei edizioni del Tour, con la significativa eccezione del nostro Nibali nel 2014. E se la prima di queste cinque era di Bradley Wiggins, le altre quattro sono tutte di Chris Froome, che con il terzo posto nella cronometro individuale, penultima tappa di questa Grand Boucle, si aggiudica il poker sugli Champs Elysees. Lo accompagneranno sul podio, a meno di qualche abbuono volante domani, Uran e Bardet, con il colombiano che ha superato il padrone di casa proprio nella crono. Bardet a sua volta ha solo un secondo di vantaggio su Landa, quarto davanti al nostro Fabio Aru, protagonista di un grandissimo Tour, ma che chiude quinto con qualche rimpianto per i secondi persi in discesa nelle tappe di montagna.

Torna allo Scida uno dei grandi protagonisti della straordinaria salvezza del Crotone. Anche quest’anno Marcello Trotta giocherà in rossoblu, grazie all’accordo tra i calabresi ed il Sassuolo, club proprietario del cartellino dell’attaccante di Santa Maria Capua Vetere. I neroverdi fanno partire il venticinquenne in prestito con diritto di riscatto per la società ionica, ma non vogliono rischiare di perdere un talento ed hanno quindi fissato anche il controriscatto a loro favore. Insomma, ci guadagano tutti. Trotta torna in una piazza che lo ama e in cui ha saputo esprimersi al massimo. E il Sassuolo il prossimo anno potrà ritrovarsi tra le mani un ottimo giocatore.

Il Manchester City spende e spande, ma forse il vero fenomeno ce lo ha dentro casa. Nella (mai troppo) amichevole contro i cugini dello United andata in scena in Texas, a rubare la scena è stato il diciassettenne Phil Foden, che in 74 minuti ha dimostrato perchè è considerato il fiore all’occhiello del vivaio dei Citizens. Il ragazzino, considerato un incrocio tra Pirlo e Iniesta (!) è riuscito a mettere in difficoltà i più esperti avversari e si è guadagnato le lodi unanimi degli addetti ai lavori. Chi ci è andato giù pesante è il suo allenatore, Pep Guardiola, che ha dichiarato che non vedeva una prestazione del genere da parte di un giovane da molto tempo. Considerando che nei suoi anni a Barcellona qualche fenomeno lo ha avuto, il suo giudizio è decisamente interessante.

L’interesse del PSG per Neymar ha scatenato parecchie reazioni social, anche e soprattutto nello stesso spogliatoio dei transalpini. Il primo a “fare lo spiritoso” è stato Meunier. Il terzino belga ha infatti twittato un finto annuncio in cui attraverso un SMS si poteva scoprire tutto del trasferimento del brasiliano. Costo? Ovviamente 222 milioni a messaggio. Poi ci ha pensato Hatem Ben Arfa, uno degli esuberi della società parigina. Una simpatica vignetta riportata sul suo profilo Twitter immortala gli sceicchi del PSG al telefono con Neymar. Che accetta la loro offerta, a patto di…poter giocare con il franco-tunisino, con Emery che al solo pensiero comincia a mordersi le dita dal nervoso. Insomma, un trasferimento preso molto alla leggera dalle parti di Parigi. E chissà che scherzando scherzando…

Alle magie dalla piattaforma di Tom Daley siamo abituati, ma questa volta il britannico si è superato. Ha infatti conquistato l’oro nei dieci metri ai Mondiali di Budapest con l’ultimo tuffo. Complice una grandissima gara del suo rivale, il cinese Chen, Daley si è presentato in cima alla piattaforma sapendo che solo con un tuffo perfetto sarebbe potuto tornare in vetta al mondo, come già accaduto a Roma nel 2009. Detto, fatto. Triplo e mezzo indietro, molti 10 e qualche 9,5 ed ecco il meritatissimo oro. Per la gioia sua e la sorpresa di pubblico e compagni di squadra, che hanno assistito ad un momento che entra già nella leggenda dei tuffi mondiali.