Francesco Cavallini

Il Toro torna a casa. C’è tutta la storia granata sull’erba del Campo Torino, meglio conosciuto come Filadelfia, inaugurato quest’oggi alla presenza del presidente Cairo, di tutta la rosa e di parecchi volti noti. L’impianto, ricostruito integrando parti dello storico stadio, diventerà una vera e propria cittadella dello sport granata, dove si allenerà la prima squadra e dove giocherà la Primavera. La ricostruzione è stata possibile grazie all’acquisto simbolico delle poltrone delle tribune e Cairo oggi è stato protagonista di un’asta improvvisata per vendere ai presenti quelle non ancora assegnate. I calciatori hanno fatto la loro parte, con Ljajic migliore offerente, 20 posti, davanti al tecnico Mihajlovic con 15. Anche Juan Manuel Iturbe, attualmente in prestito dalla Roma, ha promesso di comprare un buon numero di poltroncine in caso di riscatto. Il Presidente granata ci sta pensando. Magari non sarà una gran plusvalenza, ma per il cuore Toro questo e altro.

Il nemico del mio nemico è mio amico. Questo vecchio adagio, che risale addirittura al secondo libro della Bibbia, torna d’attualità quando si parla della finale di Cardiff. Finita la stagione, i calciatori del Barcellona stanno preparando la finale di Coppa del Re contro l’Alaves, ma sono stati ovviamente stuzzicati da più parti riguardo l’ultimo atto della Champions League. Pique, molto diplomaticamente, ha glissato su un eventuale pronostico, ma ha furbescamente dichiarato che sarebbe felice se la Coppa la vincesse il suo amico Dani Alves. Meno peli sulla lingua per il grande ex blaugrana Xavi, ora capitano dell’Al-Sadd, il cui candido se le cose vanno bene al Real non vanno bene al Barcellona equivale ad indossare, per una sera, la maglia bianconera. Poi ha anche eletto a suo erede Toni Kroos, tanto per non inimicarsi ulteriormente i tifosi delle merengues. Per rimanere sui proverbi, un colpo al cerchio e uno alla botte.

Mi scusi, e questo che santo è? Non è cortese scoppiare a ridere di fronte ad un ospite, soprattutto se si tratta della figlia del presidente degli Stati Uniti. Eppure sarà stato difficile trattenersi per chi ha assistito alla candida domanda di Ivanka Trump, fatta in un ristorante della Capitale indicando una foto. Il santo in questione altri non è che San Giorgio Chinaglia, ritratto in posa angelica e “colpevole” di essere appeso proprio sopra un’immagine di Padre Pio. Non che la giovane First Daughter si sia poi sbagliata di molto. Ogni tifoso della Lazio sarà d’accordo con lei, dato che nei cuori biancocelesti Long John è di certo assurto alla gloria degli altari dopo i miracoli dell’era Maestrelli.

Si salvi chi può. O chi vuole. A pochi giorni dall’ultimo match di campionato, Empoli e Crotone tentano di spostare l’attenzione sui diretti avversari nella lotta per la retrocessione. In un omaggio alla cultura del sospetto tutta italiana, le ipotesi per Palermo-Empoli e Crotone-Lazio si sprecano. C’è chi sostiene che a entrambe le società non dispiacerebbe approfittare del paracadute (il meccanismo che prevede che le squadre retrocesse ricevano una cifra per “sopperire” alle perdite dei diritti TV della Serie A). Altri astrusi calcoli spiegherebbero come al Palermo convenga spedire in B il Crotone piuttosto che l’Empoli, per garantirsi ulteriori incassi nella stagione successiva. E poi la più classica delle speranze, cioè che entrambe le squadre con nulla da perdere onorino il campionato. Che ovviamente per calabresi e toscani significa esattamente l’opposto, ma questo è un dettaglio.

La strana storia di Jenson Button. Alonso va ad Indianapolis ad inseguire il sogno della 500 miglia e la McLaren si ritrova senza una delle due guide titolari per il Gran Premio di Montecarlo. Nessun problema, i piloti di riserva ci sono anche per queste eventualità. La scuderia di Woking ne ha ben tre, ma per sostituire il due volte campione del mondo nel salotto buono della Formula 1, ci vuole il servizio buono. Ed ecco quindi che sul circuito del Principato torna in pista Jenson Button, iridato nel 2009 con la Brawn e ritiratosi dal Circus alla fine della scorsa stagione. Nuova esperienza per il britannico, che ancora non ha avuto modo di guidare la nuova monoposto, figlia delle regole appena modificate. Lui per sicurezza si è preparato due giorni al simulatore di guida. Ma ha già comunque pronti gli antidolorifici, perchè dopo il primo giorno di prove il collo è pronto a far male come ai bei tempi.