Francesco Cavallini

Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Ventura dirama le convocazioni per il match contro San Marino, che di per sé è un’amichevole, ma che darà comunque indicazioni importanti sullo stato di forma degli Azzurri in vista del match contro la Spagna di settembre (sì, ok c’è di mezzo il Liechtenstein, ma si spera che la sfida contro i ragazzi del Principato non necessiti di una preparazione particolare). Tra i selezionati dell’ex allenatore del Torino c’è il romanista Emerson Palmieri, non ancora convocato nella nazionale brasiliana e quindi disponibile (dato il doppio passaporto) per quella azzurra. Dopo la brutta sorpresa del Papu Gomez, convocato in gioventù dall’under 20 argentina e quindi non elegibile, il tecnico dell’Italia potrebbe schierare il terzino giallorosso e ufficializzare la sua presenza nella rosa della Nazionale. In questa maniera anche un eventuale cambio di regolamento non sarebbe retroattivo. E visto che i terzini sono merce rara, non sembra neanche una cattiva idea.

Dalle stelle alle stalle. Segnare la rete che vale il Campionato Europeo, il primo storico trofeo per la tua nazionale, e poi, neanche un anno dopo, ritrovarsi escluso dalle convocazioni per la Confederations Cup. È la strana storia di Eder, che durante i supplementari della finale contro la Francia ha regalato la gloria al Portogallo e che sarà uno degli assenti eccellenti della nazionale lusitana nel torneo di preparazione al mondiale 2018. A convincere il tecnico Fernando Santos, che per inciso era quello che qualche anno fa veniva criticato proprio perchè lo convocava, è la scarsa vena realizzativa dell’attaccante del Lille, appena sette reti in stagione. Ma Eder non sarà l’unico a vedere la Confederations Cup dal divano di casa. Stessa sorte toccherà a Renato Sanches, stella degli scorsi Europei, acquistato a peso d’oro dal Bayern ma quasi mai utilizzato da Ancelotti. Al calcio spesso si imputa poca importanza ai sentimenti e troppa al denaro. Beh, almeno l’allenatore del Portogallo ha serenamente ignorato entrambe le variabili.

Juve-Mandzukic fino al 2020. Il rinnovo del croato era nell’aria, ma l’annuncio di oggi ha tolto ogni dubbio. Il numero 17 bianconero ha prolungato il proprio contratto, che scadeva nel 2019, allungandolo di una ulteriore stagione. Ovviamente aumentando anche lo stipendio, che da 3,5 milioni di euro passa a 4,5. A parte il giusto riconoscimento per l’enorme dote di lavoro dell’attaccante, quello che colpisce è l’amore, già sbocciato ma conclamatosi in questa stagione, tra Mario e la tifoseria. È soprattutto questo che spiega la scelta del croato, che in carriera non ha mai passato più di tre stagioni con la stessa maglia, di legarsi alla Juventus fino a quando avrà 34 anni. Certo, il calciomercato potrebbe rovinare questa bella favola, ma al momento non sembra il caso di pensarci. Il giramondo del gol ha finalmente trovato casa, e questo basta.

Si avvicina il gran finale del Giro d’Italia e la sportività che aveva contraddistinto le prime due settimane di gara va serenamente a farsi benedire mentre il traguardo di Milano si fa sempre più nitido. Ad aizzare le polemiche è stata la maglia rosa Tom Dumoulin, che dopo i troppi mal di pancia di qualche tappa fa pare di nuovo in controllo della corsa. Nibali e Quintana continuano a concentrarsi solo sull’olandese e rischiano di perdere terreno dagli altri contendenti alle prime tre posizioni, che potrebbero ribaltare le gerarchie nella cronometro finale, che partirà domenica dall’autodromo di Monza. Sarebbe divertente vederli perdere il podio, ha chiosato Dumoulin, ancora evidentemente infastidito dall’attacco subito mentre cercava di liberarsi dai dolori intestinali. A ringraziare sono i tifosi. Non che servissero ulteriori motivazioni, ma di certo nelle ultime due tappe di montagna lo Squalo e il colombiano faranno di tutto per rendere la vita difficile all’olandese e per non trasformare la crono in semplice passerella.

Il primo gennaio è passato da un pezzo, ma a Manchester sponda City sembra la notte di Capodanno, con Pep Guardiola impegnato a gettare da una metaforica finestra un bel po’ di cose vecchie. Nel giro di poche ore i Citizens hanno infatti annunciato l’addio di ben quattro calciatori della rosa con il contratto in scadenza. Se i mancati rinnovi di Caballero e quello di Jesus Navas erano particolarmente scontati, colpisce il taglio in contemporanea di Clichy e Sagna, che in questa stagione sono scesi in campo rispettivamente per 39 e 25 volte. Sorpresa, ma fino ad un certo punto, data la naturale propensione dell’allenatore spagnolo a non utilizzare particolarmente i terzini o a schierarli in posizioni perlomeno astruse. Forse questo significherà il definitivo ritorno di Kolarov sulla sua fascia di competenza. Ma conoscendo Pep, non è detto. Magari un’ala si adatta meglio…