Francesco Cavallini

Premio di consolazione. Le grandi deluse di Spagna, Germania e Francia chiudono comunque la stagione con la bacheca piena. Barcellona, Borussia Dortmund e Paris Saint-Germain hanno infatti vinto le rispettive coppe nazionali, riscattando almeno in parte un’annata parecchio al di sotto delle proprie possibilità. Curiose le similitudini tra le tre sfide, in cui una squadra partiva da superfavorita, ma ha dovuto soffrire per aver ragione di avversari sulla carta molto più deboli. Tre a uno sul piccolo grande Alavès per i catalani, due a uno per i gialloneri contro un redivivo Eintracht Francoforte e addirittura uno a zero nel recupero, grazie tra l’altro ad un’autorete, per il PSG di Emery contro un coraggiosissimo Angers. Certo, meglio di niente, ma le tre grandi deluse saranno chiamate a fare molto meglio la prossima stagione. A partire, ovviamente, dalle rispettive supercoppe.

La meglio gioventù. Prima rete in serie A di un calciatore nato dopo il primo gennaio 2000, Moise Kean, 17 anni e qualche mese, direttamente da Vercelli. Contro la Roma invece il Genoa schiera dal primo minuto Pietro Pellegri, già esordiente più giovane della storia del nostro campionato in coabitazione con il grande Amedeo Amadei . Il 17 marzo 2001, mentre il giovane Pietro veniva alla luce, Francesco Totti si preparava per la trasferta del Granillo contro la Reggina. Domani i due dovrebbero incrociarsi sull’erba dell’Olimpico. Speriamo sia di buon auspicio per l’attaccante nato sotto la lanterna.

Mertens 2020. Dopo un tira e molla e un accordo sulla clausola che soddisfa entrambe le parti (trenta milioni, esercitabile, udite udite, solo da squadre estere), finalmente il belga e De Laurentiis annunciano il tanto sospirato rinnovo. Il neo trentenne, ancora in corsa per il titolo di capocannoniere, percepirà quattro milioni di euro a stagione. La clausola, ha specificato il presidentissimo, è stata voluta direttamente dal calciatore, che pare abbia manifestato la volontà di tentare prima o poi l’avventura in Cina. Fosse dipeso da lul, ADL si sarebbe ben guardato dall’inserirla nel contratto del numero 14, ancora memore della bruciante vicenda Higuain.

Italians do it better, again. Dopo Conte, Ancelotti e Carrera, tocca a Marco Rossi trionfare all’estero. L’ex difensore di Brescia e Samp è infatti l’attuale tecnico della Honvéd Budapest, storico club ungherese che ha visto militare nelle sua fila campioni del calibro del colonnello Puskas, testina d’oro Kocsis e Zoltan Czibor. L’allenatore italiano, nella capitale magiara dal 2012, ha guidato i suoi al trionfo in campionato, anche grazie alle ottime prestazioni di un’altra vecchia conoscenza della serie A, Davide Lanzafame, prodotto del vivaio juventino e giramondo del nostro calcio. Per l’ex Bari undici reti in ventitrè presenze. Auguri quindi ai nostri due connazionali e...ci vediamo in Champions League!

All’ultimo respiro. Anzi, all’ultimo chilometro. La penultima tappa del Giro d’Italia non regala verdetti, anzi non fa altro che aumentare le aspettative per la cronometro di domani. Quattro ciclisti in 53 secondi, che nei trenta chilometri che separano l’autodromo di Monza dal centro di Milano possono essere un’attimo, ma anche un’eternità. In rosa sempre Quintana, con Nibali, Pinot e Dumoulin ancora in corsa, sia per il podio che per la vittoria finale. Il colombiano punta a ripetere la vittoria del 2014, lo Squalo vuole essere il primo a vincere due volte consecutive dai tempi di Miguelon Indurain. Occhio agli altri, però. Magari tra i due litiganti, il terzo gode. O, peggio ancora, addirittura il quarto.