Francesco Cavallini

Daje e daje, pure le cipolle diventano aje. Cioè con un po’ di determinazione (forse) si ottiene tutto. O almeno questo è ciò che spera la Roma, che ha visto finalmente approvata la (seconda) delibera di pubblica utilità dell’impianto che nell’idea di Pallotta dovrebbe ospitare le gare casalinghe dei giallorossi. Delibera che è riferita al nuovo progetto, quello con il famoso taglio delle cubature che tanto ha fatto discutere. Ora, tempi burocratici permettendo, la conferenza dei servizi dovrebbe dare l’ok definitivo per l’inizio dei lavori dell’ormai già leggendario Stadio della Roma. Ma usiamo il condizionale, perchè considerando che la delibera precedente era arrivata nel settembre 2014, i tifosi romanisti faranno meglio a non rilassarsi finchè la prima pietra non sarà posata. Ma facciamo anche un po’ più tardi, va…

L’attacco della modernità allo sport non risparmia neanche una disciplina fondamentalmente conservatrice come il tennis. Per carità, niente restrizioni del campo, stravolgimenti nei punteggi o nuove formule per calcolare il ranking. Cambia però una gloriosa tradizione, la formula con cui viene disputata la Coppa Davis. Niente più incontri al meglio dei cinque set, almeno per i singolaristi, che si scontreranno sulla distanza ridotta delle tre partite. Il doppio del sabato, spesso vero e proprio spartiacque della competizione, resta invece allo status quo. La Federazione internazionale sta inoltre valutando se far tenere le finali di Davis e Fed Cup in una sede prestabilita, invece di sorteggiare la squadra che giocherà in casa.

Ancelotti avrà anche vinto il campionato, ma non è riuscito a conquistarsi un posto tra i tre migliori allenatori dell’anno in Germania. Probabilmente la potenza di fuoco del suo Bayern è così alta che i votanti (cioè tutti i calciatori delle squadre di Bundesliga) hanno considerato il trionfo dei bavaresi come normale amministrazione. Il titolo (come era prevedibile) va a Julian Nagelsmann, ventinovenne coach dell’Hoffenheim, che con il 44% dei voti ha preceduto Hasenhuttl, allenatore del Lipsia seconda forza stagionale, e Streich, tecnico del Friburgo. Considerando che quest’anno la squadra del Baden-Württemberg ha strappato quattro punti su sei al Bayern di Carletto, probabilmente è anche giusto così.

Entrato nella nazionale di sci di fondo come il fratello di Manuela, Giorgio Di Centa ha avuto una carriera piena di soddisfazioni che non ha nulla da invidiare a quella di sua sorella. E oggi, a 45 anni portati alla grandissima, il bicampione olimpico di Torino 2006 dice stop, appendendo gli sci e gli scarponi al chiodo. Non lascerà certo la neve, perchè da atleta farà subito il salto della barricata, diventando tecnico dell’area di sci nordico dell’Arma dei Carabinieri. Di Centa lascia le competizioni con in bacheca i due ori vinti nell’olimpiade di casa (50km tecnica libera e staffetta) e l’argento di Salt Lake City, sempre nella gara di squadra.

Dopo la retrocessione in B, arriva per il Palermo l’incubo fallimento. A pendere sulla testa dei rosanero ci sarebbe un presunto debito di circa 120 milioni di euro, che sarebbe emerso da un’indagine partita da un esposto dei creditori. L’ex presidente Zamparini smentisce seccamente queste voci, ricordando che i conti della società sono attualmente analizzati durante la due diligence che precede il closing della trattativa con il fondo rappresentato da Paul Baccaglini. Si spera che il vulcanico ex proprietario abbia ragione, altrimenti per la squadra siciliana il salto nel buio rischia di essere parecchio più profondo di quanto preventivato a fine stagione…