Redazione

Alessandro Giannessi approda al secondo turno degli US Open, quarto ed ultimo Slam della stagione di scena sul cemento di Flushing Meadows. Il 26enne spezzino, numero 243 Atp, promosso dalle qualificazioni e alla sua prima presenza in un tabellone principale di uno Slam, ha saputo imporsi sullo statunitense Denis Kudla, numero 128 del ranking: 0-6, 6-4, 6-1, 1-6, 6-0 il punteggio, dopo due ore e 48 minuti, il punteggio in favore del tennista ligure, che vendica così la sconfitta patita al primo turno delle qualificazioni degli ultimi Internazionali d’Italia a Roma, quando l’americano aveva vinto per 7-6(3) 6-4. Giannessi al secondo turno affronterà lo svizzero Stan Wawrinka, numero 3 della classifica mondiale e del seeding, in un confronto inedito.

«Non avevo mai giocato un incontro al meglio dei cinque, è stata la prima volta – spiega Giannessi – nel set decisivo il mio avversario era molto più stanco di me, io avevo ancora tanta energia. Una bella soddisfazione».
«E’ un’emozione difficile da descrivere – racconta – ero arrivato qui a New York senza grosse aspettative. I campi non sono molto veloci e mi sono trovato subito a mio agio superando i tre turni delle qualificazioni. In particolare è stato molto dura la sfida contro il giapponese Sugita, abbiamo giocato quasi tre ore».

Un exploit che può rilanciarne la carriera, dopo che nel 2012, a 21 anni, aveva raggiunto il suo best ranking di numero 126 al mondo. «Un risultato che mi ripaga di tanti sacrifici», aggiunge Alessandro, che si allena al Centro tecnico di Tirrenia: «Ci sono arrivato a 14 anni e ancora sono lì – sottolinea – ringrazio la federazione che mi ha aiutato e mi aiuta molto. Ho a disposizione un centro perfetto per allenarmi e tutti mi danno una mano. Il merito di questo risultato è anche loro. Mi alleno spesso con Federico Gaio, anche lui quest’anno è cresciuto molto vincendo di recente due challenger. A Tirrenia con noi c’è anche Paolo Lorenzi, un ragazzo incredibile, un esempio per tutti di come lavorando duro si possono ottenere grandi traguardi».

Poi ripensa alla sfida con Kudla: «Nei primi game ero bloccato dalla tensione, il set di apertura è volato via in un attimo. Poi nel secondo il mio avversario mi ha concesso qualche chance e sono stato bravo ad afferrarla. E’ stato un match altalenante, ma nel quinto, ripeto, ero molto più fresco e lucido di Kudla».