Bruno Tucci

Conosciamo i tifosi della Roma: quando debbono giudicare un giocatore non usano mezzi termini: o alle stelle o alle stalle. Falcao, ad esempio, era l’ottavo re della Capitale; Andrade (chi se lo ricorda?) una mezza calzetta, se una calzetta intera. Perché questo preambolo? Per il semplice fatto che, si voglia o non si voglia, è nato un “caso Schick”. Giusto? Prima di rispondere, analizziamo un sondaggio simbolico. Le scuole di pensiero sono due: c’è chi lo considera un vero campione che esploderà a breve; e chi, al contrario, storce la bocca e rimane perplesso dinanzi alle sue (pochissime) prestazioni.

Eppure, se ci dobbiamo fidare del suo curriculum, non si dovrebbero avere dubbi. È scritto: prima punta, forte fisicamente, agile, veloce, buon dribbling. Mancino, riesce ad andare in gol anche di testa. A 22 anni ancora da compiere (a gennaio) è considerato uno degli attaccanti più promettenti del panorama calcistico. Siamo sempre lì; chi va allo stadio e soffre e si sgola per i colori giallorossi non si fida delle chiacchiere e bada solo ai fatti. E questi dicono che, fino ad oggi, il ragazzo non ha ancora sfondato. Anzi. Perché?

Le giustificazioni sono tante: prima un problema di salute, tanto è vero che, già acquistato dalla Juve, dovette tornare all’ovile sampdoriano, perché la società bianconera lo rifiutò dopo gli esami medici. Secondo, un lungo e fastidioso infortunio che lo ha tenuto lontano dagli allenamenti con la squadra per diverse settimane. Oggi, il giovanotto è rientrato nei ranghi ed i tifosi aspettano. Sfogliano la margherita? Sì, se dobbiamo stare agli umori. Vorrebbero tutto e subito. Insomma, quel plus che renderebbe la Roma ancora più forte in attacco. Accanto a Dzeko e con Perotti o El Shaarawy la squadra potrebbe essere una macchina da gol e Di Francesco dormire sonni tranquilli.

Fino ad oggi, il “di più” non c’è stato. Schick tentenna, cammina a tre cilindri, ha buona volontà, ma non si esprime al massimo, forse perché la sua condizione fisica non è ancora al cento per cento. Ecco il motivo per cui è nato il “caso”. A Trigoria non danno retta a questi rumors. Sono fiduciosi, ritengono che i quaranta e più milioni spesi per il giovanotto daranno presto i loro risultati. Pure il mister è ottimista: sorride quando sente queste indiscrezioni e risponde a tono: “Tempo al tempo”, replica. Personalmente volete sapere come la penso? Sono prudente e rimango in attesa. Un’attesa che potrebbe essere brevissima se Patrick dovesse scendere in campo domani sera in Champions e magari risolvere la partita.