Bruno Tucci

Si può usare l’aggettivo stravagante per un tifoso? La risposta è si se questa persona vive ed abita a Roma. In questa meravigliosa ed unica città, non ci sono mezzi termini: o alle stelle o alle stalle. Il vecchio adagio latino: “in medio stat virtus” non viene preso in considerazione dalla folla romanista o laziale che giudica la propria squadra. E’ proprio quel che sta accadendo in questi giorni nella Capitale più famosa al mondo.

Cerchiamo di spiegarci in maniera semplice. Sei un fanatico biancoceleste o, se preferite, biancazzurro? Bene: la maggior parte di essi è caduta in depressione. Sono bastati due risultati negativi per far nascere le prime critiche feroci ed i i primi dubbi sulla effettiva validità del gruppo guidato da Simone Inzaghi. La Lazio non tiene il ritmo, molti elementi sono giù di tono, la preparazione atletica lascia a desiderare, la brillantezza delle scorse settimane si sta sciogliendo come neve al sole. Oddio mio, quante cattiverie tutte insieme!

Ai signori che predicano il pessimismo e che vedono un futuro tutto plasmato di nero, vorrei ricordare le previsioni che si facevano ad agosto sul campionato di serie A. La squadra biancoceleste non era considerata tra le favorite, ma nemmeno tra quelle che potevano sperare in un posto nella Champions. Magari si poteva raggiungere l’Europa minore, sarebbe stato già un bel traguardo. Questo si diceva e si preconizzava alla fine dell’estate anche perché i tifosi storcevano la bocca per i risultati della campagna acquisti. Poco consistente, sostenevano. Insomma, la Lazio non sembrava potenziata dai nuovi arrivi a Formello.

Poi, invece, il miracolo, se è vero che esistono quando si parla di calcio. Una vittoria dietro l’altra, l’affermazione a Torino contro la Juve campione, il sorpasso sui cugini ed un terzo posto in classifica che voleva significare ingresso nella più prestigiosa delle competizioni europee. Euforia, esaltazione, gioia infinita…finchè non è arrivata la doppia doccia fredda con le sconfitte a Milano, sponda rossonera, e all’Olimpico contro il Genoa.

Apriti cielo: tutto quel che si era conquistato in precedenza cadeva nel nulla e si guardava con terrore alla sfida che la Lazio dovrà sostenere sabato sera a Napoli contro la prima della classe. Mi chiedo e vi chiedo: non è eccessivo uno stato d’animo così drastico? O bianco o nero, il grigio non esiste. Calma, dunque, tifosi della Lazio e siate strafelici per quel che sta facendo la vostra squadra del cuore in un campionato così difficile com’è quello che si gioca in Italia.

Sull’altra sponda del Tevere, ecco la tifoseria giallorossa. In questo caso, la situazione si rovescia: da un pessimismo senza se e senza ma ad un sorriso che riempie il viso di quanti soffrono e patiscono per la Roma. Dopo sette giornate con soli tre punti guadagnati, ecco arrivare una vittoria in trasferta contro un Verona che la domenica precedente ne aveva rifilati quattro alla Fiorentina, per giunta fuori casa.

Euforia? Certo, soprattutto perché con la sconfitta dei cugini, la distanza in classifica si era ridotta ad un punto. Quindi, nel prossimo fine settimana (con la Lazio a Napoli e la Roma all’Olimpico contro il Benevento, fanalino di coda), si potrebbe operare di nuovo il sorpasso. Da qui, il ritorno alla felicità e le parole di eccessivo ottimismo. Esagerate? A mio avviso si. Sarebbe il caso di essere più prudenti e di non esaltarsi troppo.

Insomma, si rimanga tutti con i piedi in terra: tifosi biancocelesti e giallorossi. La virtù sta nel mezzo, ricordatelo.